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lunedì 7 aprile 2014

Che sfortunato il sindaco Cattaneo !!!


[lettera pubblicata su La Provincia Pavese in data 7 aprile 2014]

Sindaco sfortunato quando fa le nomine

La mozione di sfiducia che è stata presentata nei confronti del sindaco Cattaneo dai consiglieri di opposizione conteneva domande a cui il sindaco non ha voluto rispondere. Moro, Bugatti, Tedesi, Filippi, Scotti, sono persone scelte dal sindaco per svolgere compiti importanti come la redazione del Pgt o la direzione di Asm, o partecipare per conto del Comune di Pavia all'amministrazione di enti quali il Policlinico San Matteo e l'Apolf. Tre di queste persone sono state arrestate, e tutte sono state oggetto di indagini giudiziarie. Gli investigatori hanno dimostrato che esistono legami assai poco trasparenti tra alcuni prescelti da Cattaneo e i poteri oscuri. Cattaneo si difende dicendo che nessuno è stato ancora condannato, ma non ci si ricorda, a memoria di cittadino pavese, di così tanti guai e inciampi giudiziari intorno all'amministrazione comunale. Cattaneo potrebbe compiere un gesto coraggioso e responsabile, ammettendo di avere sbagliato le scelte e rivelando chi gli ha suggerito di nominare tutte queste persone evidentemente inadeguate. Ma non vuole farlo, perché l'appoggio di costoro gli serve ancora per l'imminente campagna elettorale. E preferisce allora passare per il giovane sindaco dalla faccia simpatica, solo un po' sfortunato.

Guido Giuliani
consigliere comunale PD Pavia

giovedì 10 ottobre 2013

Parentopoli alla pavese in ASM

Sulla vicenda della mini-parentopoli che ha riguardato ASM Pavia, ho scritto una lettera al giornale La Provincia Pavese (non pubblicata integralmente) che ha suscitato molta attenzione. Anche troppa: qualcuno, evidentemente toccato nel vivo, ha scritto al giornale una lettera con un mittente inventato accusandomi di conflitto di interesse in una vicenda nella quale mi sono invece comportato con la massima trasparenza.
Riporto tutto qui sotto.
Su Facebook offrii anche 1000€ in contanti a chi mi avesse dimostrato che la signora Martina reali esisteva veramente, ed era davvero così interessata alla trasparenza ed alle sorti della mia azienda. I 1000€ sono ancora lì...



§§§§§  lettera inviata a La Provincia Pavese (non pubblicata integralmente)  §§§§§

I FIGLI DEI POLITICI ASSUNTI DA ASM

Gentile Direttore, la politica locale deve esprimersi sul caso dei figli di consiglieri comunali che sono stati assunti a vario titolo negli anni recenti da ASM o da società satellite.
Personalmente trovo inopportuno e inaccettabile che un consigliere eletto dai cittadini al Comune di Pavia favorisca l'assunzione del proprio figlio nella società di cui il Comune possiede il 96% delle azioni e nomina il CdA. Ed anche, più semplicemente, che i consiglieri comunali non dissuadano i propri figli dal fare domanda di assunzione presso quelle società.
Sia chiaro: non sembrano esserci fatti illeciti riguardo ai rapporti di lavoro sopra citati. Semplicemente, è imbarazzante che, su circa dieci consiglieri comunali con figli in età da lavoro, ben il 30% di questi (due del PDL e uno del PD) non abbiano sentito l'obbligo morale di tenere i propri figli ben lontani dalle aziende gestite dal Comune.
La politica scelga chi vuole per le posizioni amministrative e gestionali di nomina politica, ma abbia la dignità di non sottrarre posti di lavoro ai cittadini avocandoli a sé. Chiedo scusa ai cittadini per il cattivo esempio dato dai miei colleghi, e mi impegnerò affinché il Partito Democratico impedisca che in futuro si ripetano casi analoghi.

Guido Giuliani
consigliere comunale, Partito Democratico Pavia


§§§§§  Articolo su La Provincia Pavese del 15 settembre 2013  §§§§§

ASM e le sue assunzioni Polemica sui figli «illustri»

Fraschini fa i nomi di tre consiglieri comunali, due minacciano querela
Giuliani (Pd): «È imbarazzante».
Il sindaco: «Dibattito dai toni fuori luogo»

PAVIA La premessa comune a tutti è che «non stiamo parlando di illeciti». Lo chiarisce anche Niccolò Fraschini, il consigliere comunale di maggioranza che, ai primi di agosto, ha sollevato su Facebook il tema delle assunzioni in Asm. Ma l’interrogativo verte sull’opportunità che il figlio, o comunque il parente, di un amministratore comunale lavori per aziende che, come Asm, sono partecipate dalla stessa amministrazione comunale. Lo stesso Fraschini, suscitando un vespaio di commenti, ha tenuto fede alle promesse e ha fatto i nomi dei consiglieri comunali che avrebbero figli che lavorano in Asm. L’ex esponente di Futuro e libertà, ha parlato di Francesco Irianni e Carlo Guerini (esponenti di maggioranza) e di Sergio Maggi (all’opposizione con il Pd). Secche le reazioni dei diretti interessati. Irianni: «Non dichiaro niente perchè è già tutto nelle mani del mio avvocato». Maggi: «Non ho nulla da dire e mi riservo di tutelare i miei interessi nelle sedi opportune». Più loquace Guerini: «Mio figlio non è assunto in Asm. Terminata la sua carriera da calciatore ha aperto una partita Iva e fa il libero professionista. Il fatto che abbia lavorato per Asm è diverso dal dire che è stato assunto in Asm». L’origine di tutta la discussione, il consigliere Fraschini, dice: «Sulla base delle informazioni che ho sino a questo momento, possiamo parlare di inopportunità. Ma ho chiesto la documentazione dal 2000 al 2013 e non solo per Asm. Voglio verificare anche assunzioni e consulenze in Comune. Quando avrò finito di fare le mie verifiche, ne riparleremo». Nel frattempo, sul fatto che sia poco opportuno per il figlio di un consigliere lavorare in Asm, interviene Guido Giuliani, consigliere comunale del Partito democratico: «Personalmente – dice – trovo inopportuno e inaccettabile che un consigliere eletto dai cittadini al Comune di Pavia abbia un figlio nella società di cui il Comune possiede il 96 per cento delle azioni e nomina il Cda. Ed anche, più semplicemente, che i consiglieri comunali non dissuadano i propri figli dal fare domanda di assunzione presso quelle società». «Sia chiaro – prosegue – non sembrano esserci fatti illeciti riguardo ai rapporti di lavoro sopra citati. Semplicemente è imbarazzante che, su circa dieci consiglieri comunali con figli in età da lavoro, ben il 30% di questi (due del Pdl e uno del Pd) non abbiano sentito l’obbligo morale di tenere i propri figli ben lontani dalle aziende del Comune». Giuliani conclude chiedendo «scusa ai cittadini per il cattivo esempio dato dai colleghi» e impegnandosi affinchè «il Partito democratico impedisca che in futuro si ripetano casi analoghi». E il sindaco? «Preferirei – dice Alessandro Cattaneo – evitare di entrare in un dibattito che sta assumendo, su Facebook, toni fuori luogo. Riguardo all’opportunità, credo sia una scelta che spetta alla sfera individuale. Non è nemmeno giusto che una persona sia penalizzata per essere figlio o parente di un amministratore. E comunque, se controllassimo nomi e parentele, probabilmente ne troveremmo molti di più legati al centrosinistra che al centrodestra. Ma sarebbe un esercizio che non ci farebbe fare un solo passo avanti».


§§§§§  Articolo su La Provincia Pavese del 20 settembre 2013  §§§§§

LA POLEMICA
Assunzioni “politiche” Nel PD c’è una spaccatura

PAVIA «In Italia non si farà mai la rivoluzione perchè ci conosciamo tutti», è un’aforisma riferito a Leo Longanesi che calza a pennellino a quanto sta accadendo nel dibattito sulle assunzioni in Asm. Con la differenza che a Pavia, magari, crediamo di conoscerci. Dopo l’uscita estiva del consigliere comunale Niccolò Fraschini su Facebook («assunzioni pilotate in Asm») e dopo che lo stesso ha fatto i nomi di tre consiglieri i cui figli avrebbero avuto rapporti con Asm Pavia, il consigliere del Pd, Guido Giuliani, aveva scritto una lettera nella quale deplorava che parenti di consiglieri comunali lavorassero in società controllate o partecipate dal Comune. Una presa di posizione dura, con tanto di scuse «a nome dei colleghi». Le sue parole non sono piaciute, e su un settimanale locale è uscita la notizia per cui la società di Giuliani (che è un docente universitario) la Julight Srl, lavora nel polo tecnologico di via Cuzio, costituito anche grazie ai soldi del Comune. La notizia ha ridestato memorie evangeliche. Il settimanale parla di «pagliuzza e trave» e su Facebook, Davide Lazzari (altro consigliere del Pd) cita in maniera criptica «Giovanni 8, 1 - 11», vale a dire l’episodio dell’adultera in cui Gesù si rivolge agli aspiranti lapidatori dicendo: «Chi tra voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei». Anche altri consiglieri del centrosinistra hanno segretamente gioito del presunto scivolone di Giuliani. Ma si è trattato proprio di questo? «Direi di no – ribatte Guido Giuliani – perrchè il polo tecnologico, nato con una collaborazione tra privati, Università, Comune e Provincia, alla fine è stato portato avanti solo dal privato, al quale la mia società paga l’affitto. Quando c’entrava ancora il pubblico, mi astenni dal votare una ricapitalizzazione. Mi spiace che la politica si sia chiusa a riccio sul tema delle assunzioni. Tra l’altro, io ho chiesto anche la posizione ufficiale del Pd».(f.m.)


§§§§§  Lettera pubblicata su La Provincia Pavese del 5 ottobre 2013  §§§§§

assunzioni / 2 Va all’attacco anche chi ha avuto opportunità

Vorrei rispondere al consigliere comunale Giuliani sulla vicenda delle assunzioni da lui denominate "inopportune" in Asm a pavia: dichiarazione che ha destato in me non poca meraviglia, perché è proprio il caso di citare il proverbio "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino". Prima di puntare il dito su altre persone, forse Giuliani dovrebbe spiegare - lui consigliere comunale di Pavia e professore associato presso l'Università di Pavia (dipartimento di Ingegneria industriale e dell'informazione) - come ha fatto ad approdare al Polo Tecnologico di via Cuzio con una ditta di cui è socio maggioritario e amministratore. Il Polo Tecnologico è una società srl ed è partecipata pariteticamente da Università di Pavia, Comune, Provincia e Camera di commercio. Mi sembra che la sua presenza nella struttura sia doppiamente inopportuna. Caro consigliere, credo che lei abbia sfruttato un'opportunità legittima, per carità, ma non lo trova imbarazzante? Io direi proprio di sì ma, come di solito succede nella vita, si adottano due pesi e due misure. Vorrei sapere dove si celano le differenze fra i due casi, perché sinceramente io non le ravviso: ognuno ha colto le opportunità che si sono presentate, perché il lavoro è un diritto imprescindibile per tutti, ma per lei è giusto negare la libertà personale perché figli di consiglieri, ma non è giusto negarla a se stesso. Per piacere, visto che ha anche il compito di amministrare una città lo faccia con serietà e non si abbarbichi su posizioni fuori luogo, non cada nella banalità dell'attacco personale perché i presupposti non ci sono, non faccia il radical chic perchè, mi creda, non ne vale la pena: Pavia è una piccola città e si gioca a carte scoperte.

Martina Reali


§§§§§  Lettera pubblicata su La Provincia Pavese dell'8 ottobre 2013  §§§§§

Loro sono stati assunti io investo e creo lavoro

La lettera della signora Martina Reali pubblicata nei giorni scorsi contiene così tante imprecisioni da meritare una risposta. L'azienda di cui sono socio, Julight Srl, ha la propria sede operativa presso il Polo Tecnologico di Pavia, che è di proprietà di una società privata a cui la mia azienda paga un regolare contratto di affitto a prezzi di mercato. Il Comune di Pavia non ha nulla a che fare con questo Polo, sebbene il sindaco Cattaneo e i suoi sodali lo annoverino tra i propri risultati. Nel mio ruolo di docente universitario sono stato tra i pochi a cogliere l'invito dell'Università di Pavia e a impegnarmi in prima persona in una attività di trasferimento tecnologico, costituendo una società e investendo in essa capitali finanziari, tempo, energie, e competenze. Dovrebbe quindi essere chiara la differenza di opportunità rispetto ad alcuni colleghi consiglieri comunali: c'è chi ha ottenuto un'utilità per un proprio parente stretto (un'assunzione in Asm), e c'è chi ha investito in una attività imprenditoriale per creare lavoro. In Italia accade sovente che chi denuncia il malcostume della politica viene attaccato personalmente con presupposti inesistenti, e la nostra Pavia non fa eccezioni. Ciò non mi farà desistere dal continuare a chiedere che la politica locale si curi di più degli interessi collettivi e meno degli interessi personali dei politici.

Guido Giuliani
Università Pavia, consigliere comunale PD


§§§§§  Lettera pubblicata su La Provincia Pavese del 9 ottobre 2013  §§§§§

Ma quanta confusione sul Polo tecnologico

La lettera di Martina Reali, pubblicata sulla Provincia Pavese il 3 ottobre scorso, riporta come fatti reali un insieme di dati attribuibili a completa disinformazione e confusione e che come amministratori della Polo Tecnologico Servizi srl (nel seguito Pts), riteniamo necessitino di precisazioni per allontanare il dubbio di un illecito a favore di Julight di cui il prof. Giuliani è socio. Nella lettera si confonde il Polo Tecnologico di via Cuzio, immobile della società privata Durabo Spa, con la società Pts partecipata da Università di Pavia, Comune, Provincia e Camera di commercio. La Pts non è in alcun modo coinvolta nella gestione del Polo Tecnologico di via Cuzio. Julight, spin-off accademico accreditato dall’Ateneo in ottemperanza al terzo compito dell’Università, affitta un locale dalla società Durabo. Pertanto, tutto ciò che è dichiarato e denunciato nella lettera sunnominata è privo di qualsiasi fondamento. Peraltro, si fa presente che la mission statutaria di Pts è la promozione del trasferimento tecnologico e che pertanto la presenza di spin-off universitari tra i fruitori dei servizi di Pts sarebbe quanto di più naturale ed auspicabile.

Rino Cella e Stefano Ramat
consiglieri di amministrazione della Polo Tecnologico Servizi srl

domenica 14 luglio 2013

Matrimonio gay e dintorni


[lettera pubblicata su La Provincia Pavese in data 14 luglio 2013,  in risposta a una delirante missiva dell'assessore ai servizi sociali, Sandro Assanelli]

Matrimoni gay, L’assessore ignora le leggi

Ognuno è naturalmente libero di credere quel che vuole in tema di amore, genitorialità, vera famiglia ecc. Anche se forse qualche lezione di antropologia culturale farebbe assai bene agli integralisti di casa nostra. Ma certamente è falso, contrariamente a quel che afferma l'assessore comunale di Pavia Assanelli, che esista parità di diritti tra eterosessuali e omosessuali in tema di eredità o di assistenza ospedaliera. Basti considerare, al riguardo, le norme che disciplinano le quote di legittima o le decisioni terapeutiche: tali norme attribuiscono infatti al coniuge diritti che invece negano a chi non è sposato, come è appunto per gli omosessuali, che non possono sposarsi per disposizione di legge. Ma forse il troppo frequentare le sagrestie ha reso Assanelli ignorante delle leggi della Repubblica italiana. Non male, in effetti, per un amministratore pubblico 

Guido Giuliani, Stefano Ramat, Paolo Villa
PD Pavia

venerdì 2 settembre 2011

Caso Penati, i ritardi del PD


[lettera pubblicata su La Provincia Pavese in data 2 settembre 2011]

Caso Penati, i ritardi del PD

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Filippo Penati non è stata gestita dai vertici del Pd come tanti militanti e simpatizzanti avrebbero voluto. Il segretario Bersani ha impiegato qualche giorno di troppo ad invitare Penati ad essere giudicato dai giudici, rinunciando alla prescrizione vergognosamente breve prevista dalla legge Cirielli. E' anche mancato un invito netto e immediato a dimettersi dal Consiglio Regionale della Lombardia, assemblea nella quale, oggi, la presenza di Penati non porta alcun beneficio ai cittadini, potendosi ben dire lo stesso - per altri motivi - della sua collega Nicole Minetti. Il Pd in cui io e tanti militanti crediamo ed abbiamo fiducia è un partito nel quale dirigenti ed amministratori sono al servizio dell'Italia e dei cittadini, e prestano tempo e competenze per rendere più giusta ed efficiente l'amministrazione pubblica. Il Pd deve smettere di alimentare carriere politiche pluri-decennali che giovano ai politici ma non alla società e nemmeno al Pd stesso. Il caso di Penati è esemplare: dopo essere stato sindaco di Sesto San Giovanni e presidente per cinque anni della Provincia di Milano, ha perso le successive elezioni provinciali nel 2009. Era quello il momento di porre termine ad un percorso che non aveva più capacità attrattive. La successiva candidatura di Penati a presidente della Lombardia nel 2010 è stata scialba e spenta, ed ha ottenuto uno scarso consenso tra gli elettori. Chiedo al Pd di essere più coraggioso, e di fare seguire alle sue idee di sviluppo e giustizia per l'Italia una rigorosa trasparenza interna e una minore sudditanza nei confronti dei suoi "big".

Guido Giuliani
consigliere comunale PD Pavia

martedì 17 maggio 2011

Case popolari alle coppie gay Il sindaco non se ne occupa


[lettera pubblicata su La Provincia Pavese in data 20 febbraio 2011]

Case popolari alle coppie gay
Il sindaco non se ne occupa

 A leggere sulla Provincia di lunedì 7 febbraio 2011 le dichiarazioni del sindaco Alessandro Cattaneo, che ritiene il problema dell’accesso delle coppie omosessuali alle graduatorie per le case popolari «un problema secondario, rispetto a tutto quello che c’è da fare», si rimane sconcertati. Infatti, segnaliamo al sindaco che per le persone coinvolte il problema della casa non è affatto secondario. E ci sono tanti cittadini che come noi hanno una sensibilità morale diversa da quella del sindaco, e pensano che il poco tempo necessario agli uffici per modificare il regolamento delle case popolari sarebbe ben impiegato poiché questa è una cosa importante per la città. È sempre più forte il dubbio che «tutto quello che c’è da fare in città» secondo il sindaco non coincida veramente con i problemi avvertiti dai cittadini.

Ilaria Cristiani, Guido Giuliani, Stefano Ramat, Angela Gregorini, Paolo Villa, Ottavio Rizzo, Emanuela Marchiafava, Chiara Scuvera Partito Democratico - Pavia

giovedì 7 aprile 2011

Fine vita, illegittimo imporre la propria morale agli altri

[lettera pubblicata su La Provincia Pavese in data 7 aprile 2011]

DISEGNO DI LEGGE
Fine vita, illegittimo imporre
la propria morale agli altri

 La lettera dell’Unione dei giuristi cattolici pubblicata il 29 marzo, sul tema delle direttive anticipate, contiene una serie di affermazioni non dimostrate. Anzitutto il disegno di legge Calabrò, la cui approvazione vieterebbe l’interruzione di idratazione a alimentazione artificiali, viene definito «ragionevole e realmente liberale» senza che sia portato un solo argomento a sostegno. Secondo, è del tutto campato per aria sostenere che sia in corso nel nostro Paese una deriva eutanasica.
 Terzo, ridicolizzare le sentenze che hanno ammesso, in situazioni molto particolari e specifiche, la sospensione dei trattamenti medici (in accordo peraltro col dettato costituzionale) significa sottrarsi a una vera discussione su questi temi.
 I giuristi cattolici sono naturalmente liberi di chiedere per se stessi, in linea con le proprie convinzioni morali e religiose, che non vengano mai interrotti idratazione e alimentazione artificiali. Ma non pretendere che si approvino regole che impongano a tutti le loro convinzioni.

Guido Giuliani, Angela Gregorini, Emanuela Marchiafava, Stefano Ramat, Paolo Villa
PD, Pavia

martedì 3 novembre 2009

Università, la vera sfida che coinvolge Pavia


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Un mio intervento pubblicato il 3 Novembre 2009 nella rubrica delle lettere su "La Provincia Pavese"

RICERCA E FUTURO
Università, la vera sfida
che coinvolge Pavia

L’Università di Pavia vive un momento difficile, sia per i tagli di spesa del ministro Gelmini sia per alcuni aspetti strutturali. L’avvio del secondo mandato del rettore Angiolino Stella sarebbe dunque l’occasione per avviare una gestione rinnovata nei contenuti e nelle persone.
La squadra scelta dal rettore Stella per il governo dell’ateneo dei prossimi quattro anni è tuttavia identica a quella dell’ultimo quadriennio. Ovvero: è sì composta da professori di grande esperienza e rispettati nel loro ruolo accademico, ma delude le aspettative di veder coinvolte in ruoli di prima responsabilità nei settori-chiave della ricerca, del trasferimento tecnologico e della valutazione, le migliori e numerose risorse giovani - cioè under-50 - che il nostro Ateneo annovera. D’altra parte, è sicuramente benvenuta l’istituzione dei gruppi di lavoro su ricerca e qualità: peccato che arrivi con quattro anni di ritardo.
Il rettore e la sua squadra affronteranno una situazione difficile, e speriamo vogliano mettere in campo scelte coraggiose. I dati ufficiali fotografano una lieve crescita del numero di studenti, accanto a un corpo docente anziano che nel 2010 farà superare il tetto del 90% della spesa per stipendi sul totale dei finanziamenti statali. Ciò significa che l’ateneo pavese non potrà più accedere ai fondi aggiuntivi e, di conseguenza, neppure permettere avanzamenti di carriera ai giovani meritevoli.
Il confronto con gli atenei italiani ci vede primeggiare nella classifica Censis-Repubblica, ma posizionarci mediocremente nella graduatoria dello scorso luglio del Ministero, valida ai fini dell’attribuzione di importanti finanziamenti aggiuntivi. D’altronde, sebbene offriamo insegnamenti di buon livello, titoli di laurea apprezzati nel mondo del lavoro e un’elevata qualità della vita studentesca in città, paghiamo una certa debolezza nella produttività scientifica media dei docenti e nella capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca, in particolare dall’Unione Europea.
Il progetto pavese della Research University, ossia dell’Università eccellente nella ricerca, rischia insomma di non raggiungere il successo sperato. Abbiamo numerose aree che producono conoscenza e ricerca di livello mondiale e attirano capitali e intelligenze, ma ciò non basta se manca il coraggio di supportare con convinzione quelle più produttive e meritevoli.
Credo comunque che il futuro della ricerca scientifica a Pavia dipenda anche da scelte dell’amministrazione comunale come quella relativa al progetto del Polo tecnologico, che rimane decisivo per la nascita di nuove attività di impresa nei settori high-tech e per consolidare il tessuto produttivo. Se quindi da un lato l’Università deve dotarsi di referenti credibili anche verso il mondo industriale, capaci di attuare un vero trasferimento di conoscenze verso le imprese, dall’altro la politica non tema d’investire nel settore della conoscenza, che tanto ha dato a Pavia. Il sindaco Cattaneo sappia che, qualora vengano individuati percorsi condivisi per l’interesse collettivo della nostra città, le forze di opposizione in consiglio comunale non faranno mancare il loro apporto.
Guido Giuliani ricercatore Dipartimento di Elettronica Università di Pavia consigliere comunale, Pd