giovedì 17 maggio 2012

PD, ASM, Artuso: c'è qualcosa da sistemare...


[nota pubblicata su Facebook in data 15 giugno 2012]
https://www.facebook.com/notes/guido-giuliani/cosedipoliticapavia-pd-asm-artuso-c%C3%A8-qualcosa-da-sistemare/10150858600163639

Qualche dubbio sull'operato del consigliere di ASM Pavia Alberto Artuso (scelto dal PD) l'avevo già manifestato qualche settimana fa (qui), e ieri ho chiesto che si dimetta (qui). Qui sotto, l'articolo pubblicato oggi su  La Provincia Pavese.

«Artuso dentro Asm sta col centrodestra» - E il Pd ora si spacca  
Scontro sul voto a Tedesi nel cda di Linea group Holding

Il segretario Ricci: «Scelta personale». Giuliani: «Dimissioni»        

di Anna Ghezzi

PAVIA Il Pd cittadino si smarca dal voto dato da Alberto Artuso a Claudio Tedesi come vicepresidente di Linea Group Holding. Il consigliere comunale Guido Giuliani chiede le dimissioni del consigliere scelto dal Pd: «Conferma di essere fuori dal controllo di chi lo ha indicato per la nomina nel CdA di Asm, e di agire in nome e per conto proprio oppure, in nome e per conto del centrodestra», afferma Giuliani. Sulla sua nomina il Pd cittadino si era già diviso: era stato scelto lui, sostenuto da Albergati e Bosone, con uno scarto minimo di voti e un certo malessere della componente più giovane del partito. E arriva anche la reazione della segreteria cittadina: Antonio Ricci e i capigruppo in Consiglio Fabio Castagna (Pd) e Antonio Sacchi (Democrazia e solidarietà) sottolineano che «Il voto a favore di Tedesi da parte del consigliere Artuso non è frutto di interazione con il Partito democratico e rappresenta una posizione del tutto personale. Il consigliere Artuso non ha interpretato le linee di indirizzo che il Pd pavese ha elaborato riguardo ad Asm Pavia». Riassumendo: Tedesi, direttore generale di Asm Pavia, coinvolto nell’inchiesta sulla bonifica dell’area di Santa Giulia a Milano, è stato nominato dal Cda di Asm come suo rappresentante in Linea Group Holding, di cui dovrebbe diventare il vice presidente al posto di Marco Bellaviti. Una nomina chiesta dal presidente di Asm Giampaolo Chirichelli visto che, nonostante quattro sospensioni della seduta, nemmeno la maggioranza – Pdl, Lega, An – era riuscita a trovare un accordo sul nome da proporre. Ma al segretario cittadino e ai consiglieri la spiegazione di “una scelta tecnica” non basta «perché – spiegano Ricci, Castagna e Sacchi – l’indicazione che ha ricevuto nel momento della sua nomina era quella di privilegiare le funzioni di controllo politico». E aggiungono: «La cosa veramente grave è che a tutt’oggi Tedesi è indagato per la mancata bonifica di Santa Giulia a Rogoredo. Siamo contrari alla sua nomina nel Cdadi Lgh: presenta seri rischi di conflitti di interesse, è omogeneo a un sistema regionale di potere contro cui combattiamo, ne avevamo già chiesto le dimissioni. La scelta operata dal consigliere Artuso è assolutamente sbagliata. Il Pd di Pavia ne prende le distanze con forza e valuterà i passi necessari da mettere in atto». A questa posizione si allinea anche il segretario provinciale Alan Ferrari. E della posizione di Artuso si potrebbe parlare in segreteria cittadina già martedì, il punto è stato subito messo all’ordine del giorno. Anche se il diretto interessato fa sapere che non potrà esserci. Il Pd era contrario anche alla possibile nomina di CarloBelloni, proposto dal sindaco Cattaneo. Durissimo Giuliani: «Dal rinnovo del suo incarico in Asm, è la seconda uscita pubblica in cui Artuso agisce in maniera appiattita sulle linee del centrodestra. In assenza di smentite o rettifiche sulla posizione assunta chiedo che il Pd lo convochi e gli chieda di rassegnare immediatamente le dimissioni dal Cda di Asm, non essendo egli in grado di interpretare le linee di indirizzo industriali e di opportunità politica elaborate dal Pd». Artuso ribatte: «Forse avrei fatto meglio ad astenermi. Ma ribadisco che non c’è stato accordo politico. Il presidente Chirichelli ha proposto il direttore generale per non lasciare vacante il posto di vicepresidente nella holding in un momento così critico, È un incarico tecnico e temporaneo, era peggio lasciare fuori Asm da Lgh. Vorrei però sapere perché devo rendere conto sempre e solo io». 

VENERDÌ, 15 GIUGNO 2012   Pagina 17 - Cronaca  

martedì 15 maggio 2012

Interpellanza: INCARICO ALL’UNIVERSITÀ DI PAVIA PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

Al Sindaco del Comune di Pavia

VISTO:

q         L’incarico assegnato da questa Amministrazione al Dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura dell’Università di Pavia per la redazione del PGT

APPRESO:

q         Che il compito della redazione del PGT è stato successivamente assegnato a risorse interne dell’Amministrazione


SI
CHIEDE:

q         Se sono stati presi accordi formali con il Dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura dell’Università di Pavia per la revoca parziale o totale dell’incarico di cui sopra.
q         Se il Dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura dell’Università di Pavia ha emesso fatture per la prestazione di cui sopra, e per quale importo.
q         Se questa Amministrazione ha corrisposto le eventuali somme corrispondenti agli importi fatturati dall’ Università di Pavia.
q         Di sapere, come questa Amministrazione intenda procedere riguardo alla risoluzione delle pendenze con il Dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura dell’Università di Pavia.

  

Guido Giuliani

lunedì 26 marzo 2012

Interpellanza: RICHIESTA DI CHIARIMENTI ALL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA IN MERITO ALLA PRATICA “PUNTA EST”

Al Sindaco del Comune di Pavia

CONSIDERATI:

q         La vicenda relativa all’intervento immobiliare denominato “Punta Est”, ed i suoi recenti sviluppi


SI
CHIEDE:

1.         Se questa Amministrazione ha inviato richieste formali di chiarimento/delucidazioni all’Università degli Studi di Pavia, relativamente al caso “Punta Est”.
2.         In caso affermativo, si chiede di specificare la data ed il contenuto della richiesta, il formale firmatario della richiesta, ed il contenuto della eventuale risposta.
3.         Si richiede contestualmente copia integrale della suddetta richiesta e dei relativi documenti successivi, in base all’art. 43, d.lgs. 18.8.2000, n. 267.

Guido Giuliani

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Discussione in Consiglio Comunale


Assessore FRACASSI 
q         La risposta verra’ formulata da parte del presidente della Commissione Territorio, Massimo Rossella (segnalo, per inciso, che io ho personalmente avallato la richiesta nei confronti dell’Università)

Consigliere ROSSELLA
q         Nell’ottobre 2011 la Commissione decise di chiedere chiarimenti al Rettore sul tipo di ricerca che si sarebbe dovuta svolgere all’interno della struttura denominata Punta Est -  Mi pare di capire che la commissione ha poi deciso correttamente di perseguire un’altra strada: ossia quella di chiedere un parere ad una figura esterna (il Direttore Generale del Comune di Pavia)

Replica del Consigliere GIULIANI 
q         Avendo partecipato alla seduta di commissione dell’11/10/2011 mi sembrava di avere colto che il Presidente Rossella avrebbe proceduto a inoltrare la richiesta all’Università  -  Anche, a margine della seduta di commissione del 17/01/2012 l’assessore Fracassi aveva riportato di avere espresso, in una riunione di Giunta, parere positivo rispetto all’inoltro di una richiesta di chiarimento all’Unviersità.  -  Prendiamo quindi atto del fatto che nessuna richiesta in questo senso sia stata effettivamente inoltrata all’Università degli Studi di Pavia.
q         Manifestiamo la nostra preoccupazione per il fatto che il medesimo soggetto dell’Università di Pavia (Dipartimenti di Ingegneria Edile e del Territorio) è coinvolto in due distinti procedimenti ativati dall’Amministrazione. Da un lato, in una vicenda (Punta Est) sulla quale vi è sicuramente stata poca chiarezza e trasparenza, al di là delle valutazioni di merito. Dall’altro, è formallmente stato incaricato di redigere il PGT, strumento di massima importanza per la città.



Interpellanza: PARERI LEGALI RICHIESTI DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE IN MERITO ALLA PRATICA “PUNTA EST”

Al Sindaco del Comune di Pavia

CONSIDERATI:

q         La vicenda relativa all’intervento immobiliare denominato “Punta Est”, ed i suoi recenti sviluppi


SI
CHIEDE:

1.         Quanti sono stati i pareri legali richiesti a professionisti esterni da questa Amministrazione, relativamente al caso “Punta Est”.
2.         Da chi sono stati autorizzati e formalmente richiesti tali pareri.
3.         Quali indirizzi sono stati espressi nei pareri legali ottenuti.
4.         Quali spese sono state complessivamente sostenute per i pareri suddetti
5.         Si richiede contestualmente copia integrale dei suddetti pareri, in base all’art. 43, d.lgs. 18.8.2000, n. 267.

Guido Giuliani

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Discussione in Consiglio Comunale


Assessore FRACASSI  (risposta fornita anche in forma scritta)
q         1.-2. “L’amministrazione, nella persona del dirigente Moro ha richiesto formalmente in forma scritta un solo parere, che è già stato consegnato ai consiglieri di opposizione insieme agli altri atti  - Il medesimo dirigente si è altresì avvalso di altri confronti verbali con stimati professionisti, legali e tecnici.”
q         3. “il parere amministrativo legale reso in forma scritta relaziona in versioni disomogenee, dettate da differenti soluzioni propositive avanzate dai proponenti nel corso del procedimento.”
”I confronti sostenuti con tecnici e legali esterni, interpellati prima della chiusura dell’istruttoria, hanno invece portato alla condivisione della procedura”
q         4. “i pareri resi da professionisti incaricati dall’Amministraizone rientrano tra le prestazioni a forfait, e quindi non direttamente quantificabili.”
“I consulti e i confronti tecnici  di cui si è avvalso direttamente il dirigente non rientrano invece tra gli incarichi di consulenza affidati dall’Amministrazione Comunale.”
q         5. “il parere reso in forma scritta, già più volte richiesto e messo a disposizione dei sigg. Consiglieri dovra’ essere nuovamente recuperato perche’ messo a disposizione della Procura di Pavia

Replica del Consigliere GIULIANI 
q         Riscontriamo con preoccupazione uno scostamento, nella procedura seguita, rispetto al principio di trasparenza invocato e sostenuto dal Sindaco pochi minuti fa. Infatti, riteniamo che non sia appropriato che l’Amministrazione, sia nei suoi membri tecnici, sia nei suoi membri politici della Giunta, si affidi a pareri legali e tecnici non resi per iscritto nella formulazione di decisioni delicate ed importanti. Crediamo, infatti, che tutte le decisioni debbano essere prese in base a pareri tracciabili in forma scritta, che possono quindi essere resi disponibili ai consiglieri comunali. In mancanza di questi pareri in forma scritta, riteniamo che le decisioni prese siano solo apparentemente tecniche, e abbiano invece una natura politica ed arbitraria.


giovedì 2 febbraio 2012

Interpellanza: SELEZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DELL’AGENZIA PER L’ORIENTAMENTO IL LAVORO E LA FORMAZIONE (APOLF)

Al Sindaco del Comune di Pavia

VISTO:

q         La pubblicazione in data 20 gennaio 2012 sul sito dell’Agenzia Provinciale per l’Orientamento, il Lavoro e la Formazione (APOLF) dell’avviso relativo alla selezione del Direttore Generale della stessa
q         Che alla voce “trattamento economico” si stabilisce che al Direttore Generale di APOLF verrà applicato il CCNL della Formazione Professionale con inquadramento al IX livello
q         L’anomalia relativa alla precisazione contenuta nel bando che “la retribuzione ed eventuali premi saranno commisurati alla valutazione del curriculum”

CONSIDERATO:

q         Che il Comune di Pavia è socio di maggioranza di APOLF

SI
CHIEDE:

q         Che vengano illustrati i ciriteri che si intendono utilizzare per determinare il compenso, comprensivo di retribuzione base, superminimo ed eventuali premi, del Direttore Generale di Apolf

Matteo Pezza e Guido Giuliani  
       
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Discussione in Consiglio Comunale

Presidente SGOTTO
q         Segnala che questa è più una interrogazione che una instant question

Consigliere PEZZA
q         Opportunità di instant question è dovuta al fatto che la procedura di selezione è ancora aperta
q         Inopportuno che, facendo il paragone con una gara per la realizzazione di un’opera publbica, si decida il compenso a posteriori, in dipendenza dal vincitore della gara
q         Sarebbe stato possibile legare la retribuzione a parametri oggettivi, ma qui si palesa una arbitrarietà totale
q         Nel verbale della precedente seduta del CdA era stato stabilito anche lo stipendio  -  Come mai si e’ deciso di cambiare il bando?
q         Chiediamo all’assessore se sa qual e’ il motivo per cui e’ avvenuto questo cambiamento, e se il CdA ha informato l’assessore e la giunta di questa modifiche, e se l’assessore e’ al corrente di quali criteri verranno utilizzati per determinare la retribuzione (ogni € in piu’ rispetto al CCNL dovra’ essere accuratamente motivato)  - 
Assessore FALDINI
q         Interpretiamo questo bando in termini dell’autonomia che viene concessa al CdA di APOLF  -  l’amministrazione ha inteso manifestare che occorre sobrieta’ nella determinazione del compenso -  ci sara’ una riduzione sostanziosa rispetto al precedente DG (ci sara’ una decurtazione di almeno il 30%)  -  scopo era modificare ampiamente la parte variabile, in base agli obbiettivi  - 

Consigliere PEZZA
q         Riteniamo che la formula scelta sia inopportuna  -    pensiamo che non ci si trovi nell’ambito della discrezionalita’, ma dal puro arbitrio  -  ci riserviamo di fare convocare i membri del CdA  da parte della commissione di garanzia per illustrare i criteri che saranno stati seguiti per determinare l’importo della retribuzione

Assessore FALDINI
q         Inquadramento sara’ al 9° livello  -  esistono figure di coordinamento in APOLF che possono sfiorare la base di quello che e’ lo stipendio di un dirigente scolastico  -  


Interpellanza: MODALITÀ DI VERIFICA DEL REGIME DI GODIMENTO DEGLI ALLOGGI DEL COMPLESSO DENOMINATO “GREEN CAMPUS”

Al Sindaco del Comune di Pavia

VISTE:

q         La realizzazione tuttora in corso di immobili nella zona Cravino (complesso denominato “Green Campus”), destinati a “Residenza Universitaria”, che era stata autorizzata dal Comune di Pavia con l’obbligo di “affittare unicamente alle seguenti categorie di locatari: studenti iscritti all'Università di Pavia o allo Iuss; dipendenti o assimilati dell'Università di Pavia, dello Iuss o di enti con essi convenzionati per attività di ricerca e didattica; docenti, ricercatori, specializzandi, studiosi, studenti in visita presso l'Università di Pavia, lo Iuss o enti con essi convenzionati per attività di ricerca e didattica”
q         La pubblicità e le informazioni disponibili sul sito web www.greencampuspavia.it, da cui si evince che le 326 unità abitative del complesso “Green Campus” sono:
o       in vendita, anziché soggette a locazione
o       acquistabili sul libero mercato, poiché non viene menzionato il vincolo del regime di godimento degli alloggi come riservato a studenti e dipendenti universitari e assimilati

CONSIDERATO:

q         L’interesse della collettività e dell’Amministrazione Comunale affiché i vincoli determinati dal vigente PRG (e quelli che verranno stabiliti nel PGT in via di definizione) siano osservati nel pieno rispetto della lettera e dell’indirizzo dell’estensore del Piano, in particolare ove si determini la destinazione “a servizi”

SI
CHIEDE:

1.         Se si ritiene appropriato che gli alloggi vengano posti in vendita per uso libero, e non destinati alla locazione.
2.         Se, nel caso in cui la vendita degli alloggi risulti permessa, quali sono e come verranno implementate le azioni di controllo da parte dell’Amministrazione al fine di garantire che la destinazione d’uso dell’immobile rispetti la destinazione prevista “a servizi”, e non a residenza.


Guido Giuliani

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Discussione nel Consiglio Comunale del 02/02/2012

[presente Franco Corona tra il pubblico]

Intervento Consigliere GIULIANI
q         urbanistica, interesse collettivo
q         rispetto delle norme
q         ruolo dell’amministrazione comunale
q         concorrenza tra le imprese, libero mercato, no a indebiti vantaggi a certe imprese
q         libera vendita è significa che l’immobile è indistinguibile da uno destinato a “residenza” è dov’e’ la destinazione a servizi ???

Assessore FRACASSI
q         Concordo sulla prima parte dell’intervento: spetta a noi fare rispettare le regole
q         In funzione delle domande:
o       Tutto e’ stato fatto in regola secondo le linee del PRG (preparato dal prof Rampa, durante amministrazione Albergati2)
o       I vincoli sono sull’utilizzo, e non sulla proprieta’
o       Noi non stiamo a guardare il discorso sulla proprieta’  -  siamo in uno stato libero  -  tutto e’ stato fatto in regola  -  importante e’ che all’interno delle abitazioni vivano solo persone che fanno parte delle categorie citate nell’atto d’obbligo
o       Non c’e’ nulla di male se ciascuno di noi acquista un appartamento per i propri figli  -  io, ad esmpio non lo posso abitare, mia figlia iscritta all’universita’ si’  -  una volta che mia figlia abbia terminato gli studi universitari, non avrà più diritto ad abitare l’immobile, che dovrà essere dato in affitto a soggetti rientranti nelle categorie citate nell’atto d’obbligo
q         Forme di controllo?  Non dobbiamo fare il processo alle intenzioni  -  gli alloggi non sono ancora abitati - le forme di controllo sono quelle previste dalla legge + regolamento edilizio

Replica Consigliere GIULIANI
q         Ringrazio l’assessore per la sua risposta formale alle domande sui criteri di verifica, e anche per la non-risposta riguardo alla fattuale destinazione di uso: se le unità immobiliari sono in vendita sul libero mercato, non si capisce cosa distingue la destinazione a servizi dalla destinazione a residenza. Sappiamo bene che, una volta che un privato cittadino acquisti una unità immobiliare e, pur non avendone i requisiti, la abiti, non sarà perseguibile o sanzionabile.
q         Prendiamo atto del fatto che questa amministrazione ha accettato passivamente le condizioni che vigevano sul terreno, mentre avrebbe potuto rinforzare i vincoli al momento della concessione del permesso a costruire, ad esempio vietando la vendita delle singole unità abitative, consentendone invece la vendita in lotti indivisibili con dimensione minima pari a 10 o 20 unità immobiliari.


Contro-replica Assessore FRACASSI
q         Partiamo da due principi diversi e da modi di pensare diversi  -  non siamo in uno stato di polizia  -  imporre alle imprese le condizioni citate ad esempio dal consigliere Giuliani diventerebbe un sopruso  -  non siamo interessati a sapere quante sono le società che gestiscono le diverse unità immobiliari  -  nel momento in cui il singolo o la proprieta’ non rispetti le regole, ne risponderanno penalmente - 


[ADDENDUM]
Risposta scritta fornita dall’Arch. Moro all’Assessore Fracassi (data: 31/01/2012)


  1. Le norme di attuazione del PRG regolano il servizio in termini di utilizzo del bene e quindi in funzione dell’attività insediata, pertanto la proprietà del bene non è rilevante
  2. Le forme di controllo dell’attività edilizia sono quelle previste dalla legge (articolo 27 Testo Unico Edilizia), così come precisate dall’articolo 80 del regolamento edilizio

giovedì 19 gennaio 2012

Naufragio da italiani


[nota pubblicata su Facebook in data 19 gennaio 2012]
https://www.facebook.com/notes/guido-giuliani/naufragio-da-italiani/10150478934833639

Foto: Waiting to be stripped, di Hugo!

La tragedia della nave Costa Concordia affondata di fronte all'isola del Giglio offre una drammatica chiave di lettura del nostro paese e dei comportamenti di un numero assai grande di italiani. Al di là delle conclusioni delle indagini, risulta chiaro da quanto scrivono su Repubblica i giornalisti Bonini e Mensurati che il comandante Francesco Schettino ha fatto una "bravata": ha cercato di stupire i passeggeri e qualche abitante dell'isola del Giglio con un passaggio radente. Come un ragazzino che fa impennare il motorino, emulando Valentino Rossi. Solo che Schettino ha impennato una nave da centodiecimila tonnellate con quattromila persone a bordo, causando, ad oggi, 11 morti e una ventina di dispersi. Per dire: la massa della Concordia è equivalente a quella di 95000 Fiat Grande Punto, che incolonnate lungo l'Autostrada del Sole formerebbero una lunga coda lunga 381 chilometri, pari alla distanza tra Bologna e Roma. 

Come è potuto accadere che il responsabile della vita di 4000 persone abbia scelto di giocare con quelle vite e con quel po' po' di motorino del valore di 500 milioni di euro, causando il naufragio della nave passeggeri più grande in tutta la storia dell'umanità? La risposta, purtroppo, la troviamo sotto i nostri occhi, nelle nostre esperienze di vita e, come scrive Massimo Gramellini, un po' anche dentro ciascuno di noi. Gli italiani pensano che le regole - sopratutto quelle che riguardano le norme di sicurezza - si possono aggirare, quando non c'è pericolo. E' insieme l'essenza e l'estrema sintesi della "via italiana alla semplificazione delle cose". Tutti gli italiani sono coscienti di vivere in un paese in cui vigono mille regole, novecento delle quali inutili o sciocche. Quindi, si trova sempre una via più diritta e più semplice, ci si costruisce la propria regola ad personam sopra quella formale: si implora perdono per una consegna di documenti in ritardo rispetto alla scadenza, si percorre una via contromano "tanto di qua i vigili non passano mai", si portano menestrelli e ballerine sugli aerei presidenziali "tanto l'aereo il suo viaggio lo deve fare lo stesso e non si spende un euro in più".

Ma la negazione delle regole è inaccettabile quando queste riguardano la sicurezza e l'incolumità delle persone, quando definiscono comportamenti che garantiscono lo svolgimento delle diverse attività in sicurezza. Il pericolo è come una variabile statistica, che a volte diventa immanente e si dispone a creare tragedie, piccole e grandi. L'unico modo per sfuggirvi, è essere più forti e più intelligenti del caso e della fatalità: ossia rispettare tutte le regole di sicurezza. Ma molti italiani, assai stupidamente, si pongono al di sopra del fato e dell'imprevedibile, e ostentano quasi con orgoglio il non indossare le cinture di sicurezza in automobile (e mai sui sedili posteriori: "ma sono obbligatorie?"), il lasciare i bambini scorrazzare liberi per l'auto invece di legarli ai seggiolini, il violare sistematicamente le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro "perché impicciano e rallentano".

Sfiorare un'isola circondata da scogli con una nave lunga 290 metri rientra tra quelle violazioni di regole che "si possono fare, tanto non succede niente". E invece no, perché per 1000 fortunati passaggi radenti ce n'è uno che ti affonda la nave. Mentre faccio fatica a immaginare un comandante tedesco o americano che consenta una modifica di rotta per portare un saluto collettivo a una ridente isoletta, mi sorprenderei se, richiesto a gran voce dai passeggeri, un abbronzato comandante italiano negasse una gioiosa deviazione in acque basse. 

E' poi tristemente tutta italiana anche l'evacuazione tardiva della nave, con stolta negazione dell'evidenza: come quando si sottovaluta un sintomo clinico  sperando che "non sia niente di grave". O quando si telefona alla Questura per ordinare la liberazione della  nipote di un politico internazionale, nella speranza di non fare uscire allo scoperto un verminaio di illiceità morali e penali. Addirittura, il comandante Schettino pare abbia detto che sì, c'era una falla da cui entrava un sacco d'acqua, ma si poteva stare tranquilli perché si stava adoperando per inclinare la nave dal lato opposto, facendo emergere la falla fuori dal pelo dell'acqua. Un po' come quando, scoperchiato il verminaio di cui sopra, si cerca di declassarlo a un serie di cene eleganti. 

Di tanti aspetti negativi del nostro paese, sarei felice di vedere risolto almeno il devastante disprezzo delle regole di sicurezza che tutelano l'incolumità e la salute degli italiani meglio dei vigili di quartiere e di un servizio sanitario di eccellenza.