mercoledì 24 febbraio 2010

cosedipoliticaPAVIA – PAVIA CITTA' RICCA MA IMMOBILE

intervista alla Prof.ssa Antonella Zucchella, da la Provincia Pavese di Martedì 23 Febbraio 2010.



Pagina 13 - cronaca

«Pavia è ricca, ma le aziende calano»

Zucchella: «E’ il momento di puntare sull’innovazione - e l’Università è una risorsa»



PAVIA. L’economia rallenta, ma Pavia si (ri)scopre ricca. I problemi, in parte, sono antichi. Il pavese preferisce comprare immobili, invece che investire. «Nel breve periodo difficile che le cose cambino», spiega Antonella Zucchella, docente di Marketing territoriale.

Secondo il Sole 24 Ore del lunedì il reddito dei residenti in provincia di Pavia è il quarto più alto d’Italia.
Professoressa Zucchella, vuole dire che gli altri stanno peggio di noi?


«E’ un dato strutturale adesso esaltato all’ennesima potenza, un dato che io osservo da alueno una decina d’anni. Di fatto Pavia si conferma luogo della rendita e non della produzione. Sempre più rendita e sempre meno produzione. E la crisi economica sta facendo emergere questo problema in modo chiarissimo. Pavia è avanti nella classifica anche perché la ricchezza qui è molto agganciata a investimenti tradizionali, agli immobili. Questa rendita, in effetti, ha risentito poco o nulla della crisi mondiale».

Intanto, qui, le aziende chiudono e gli artigiani licenziano. Come spiegare questo fenomeno?

«Nel breve termine difficile trovare vie d’uscita. L’economia della produzione a Pavia è fragile, le piccole aziende sono fuori dalla competizione globale, ma la subiscono».

E’ il solito, vecchio, tema: i pavesi preferiscono comprare un appartamento e affittare a uno studente. Nelle campagna, in modo analogo, si investe ancora nei terreni. E’ così?

«Un po’ è quello. C’è un’econmia legata agli affitti delle case agli studenti. Ma le motivazioni, in generale, sono più complesse. Abbiamo una popolazine residente che lavora e guadagna anche bene. Parte della Milano del management ha scelto Pavia come luogo dove vivere. Stanno popolando luoghi residenziali urbani e periurbani. Questa è un’altra componente dell’economia della rendita».

Quindi si vive o, meglio, si dorme a Pavia e si lavora a Milano, per non dire anche più lontano?

«Esatto, come minimo a Milano. Perché conosco personalmente moltissime persone che dal lunedì al venerdì vivono a Londra e poi, come gli altri pendolari, tornano a Pavia».

Il suo discorso sembra molto pessimista. O c’è qualche possibilità per il futuro?

«Secondo me sarebbe tempo far partire uno sforzo collettivo, lanciare nuove iniziative coinvolgendo vari soggetti. Ne sento parlare da più parti a livello locale. Bisognerebbe che si cominci a vedere l’Università non solo come una possibilità per affittare spazi agli studenti. L’Università può anche generare attività di impresa attraverso la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Le nostre piccole aziende, infatti, escono dal processo industriale perché non innovano. Hanno fatto concorrenza solo abbassando i costi, scelta che non può proseguire all’infinito. E, in modo analogo, non possono delocalizzare, perché non è nel loro modo di lavorare. Quindi non resta che puntare sull’innovazione tecnologica. L’università credo che sia pronta».

(c.e.g.)

giovedì 28 gennaio 2010

cosedipoliticaPAVIA – “Il bilancio della Giunta Cattaneo: più spese per i cittadini meno abbienti”


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Nella seduta del Consiglio Comunale di Pavia di Martedì 26 Gennaio 2010 è stato discusso il bilancio annuale di previsione per l’esercizio finanziario 2010. Si tratta del documento politico più importante per l’amministrazione comunale.
Riassumo il mio punto di vista su questo argomento.
La vaghezza
Le linee di progetto per la sviluppo della città presentate dal Sindaco e dalla sua maggioranza sono di una vaghezza disarmante. Si tratta di un elenco di buoni propositi generalmente condivisibili, la cui genericità non consente di valutare quali siano le vere idee della Giunta per Pavia. Forse perché idee chiare e vere, ad oggi, non ce ne sono.
La certezza
Il documento di bilancio e le delibere ad esso collegate illustrano bene chi pagherà gli effetti delle minori entrate derivanti dal taglio dell’ICI e dalla riduzione del finanziamento erogato dalla Regione Lombardia per i trasporti pubblici: pagheranno i cittadini più deboli, meno abbienti e più bisognosi di servizi.
Infatti, la Giunta ha deciso di non compensare la riduzione di 250mila Euro del finanziamento della Regione Lombardia per i trasporti pubblici. Verrà così ridotto il servizio di trasporto pubblico, tagliando del 4% il chilometraggio annuale percorso dai nostri bus. Ciò comporterà inevitabilmente uno scadimento della qualità del servizio, causando maggiori disagi ai cittadini che hanno la necessità di utilizzare il trasporto pubblico.
Inoltre, per la prima volta nella storia recente del Comune di Pavia, viene eliminata la gratuità del servizio di mensa scolastica per i bambini appartenenti alle famiglie meno abbienti (reddito ISEE inferiore a 5320€ annui), portandone il costo a 0.50€ a pasto per il 2010 e 1.00€ per il 2011. A questo si aggiunge il fastidioso balzello di 5€ annui (sotto forma di contributo di iscrizione) che devono pagare tutti i bambini che usufruiscono del servizio mensa.
La vendita dello stabile di Fossarmato sarà un regalo all’acquirente, e priverà il Comune di Pavia di una struttura per l’accoglienza delle famiglie che si troveranno in gravi difficoltà economiche a causa della crisi e dei licenziamenti.
La delusione
Il documento di bilancio presentato dall’Assessore Galandra ha un’impostazione antica, che non apporta alcuna innovazione al classico schema-tipo. Manca del tutto ogni spunto innovativo, poiché per le entrate non direttamente ascrivibili ai contributi diretti dei cittadini, si prevedono solamente i canali standard rappresentati dalle erogazioni dello Stato e della Regione. Da un governo di centrodestra ci saremmo aspettati almeno il tentativo di esplorare nuove forme di collaborazione con i privati, in particolare aziende e imprenditori in grado di contribuire allo sviluppo della città apportando finanziamenti per la realizzazione di progetti di interesse comune. Gli unici interventi sono previsti nella classica forma del project financing per progetti infrastrutturali. Questa modalità favorisce il privato che ha la facoltà di realizzare l’intervento solo nei casi in cui esso sia fortemente redditizio.
Ci saremmo aspettati una maggiore capacità di proporre forme nuove di collaborazione per sfruttare la grande potenzialità di investimento del capitale privato sul territorio pavese..
Conclusione
Il rifiuto totale della Giunta di proporre indicatori chiari e misurabili per la valutazione delle capacità e dell’efficienza dell’amministrazione nel raggiungere gli obbiettivi di governo priva i cittadini pavesi della possibilità di verificare le capacità operative del centrodestra.
Non è quindi chiaro dove risieda il cambiamento nell’indirizzo politico che Cattaneo ha promesso in campagna elettorale. Ad oggi, sembra che l’unico rilevante cambiamento rispetto alla precedente amministrazione sia quello di fare pagare più soldi ai cittadini più poveri.

cosedipoliticaPAVIA – “Il Sindaco delle azioni o delle dichiarazioni?”

Nella seduta del Consiglio Comunale di Pavia di Lunedì 25 Gennaio 2010 si sono discussi temi importanti per i cittadini, quali la tariffe delle mense scolastiche, il piano finanziario per la raccolta dei rifiuti, gli indicatori per misurare l’efficienza della Giunta Comunale.

Con ordine:


Tariffe delle mense scolastiche
Le azioni recentemente intraprese dalla Giunta riguardo alle tariffe delle mense scolastiche comunali (asili nido, scuole materne ed elementari) sono state due. Entrambe sbagliate.
La prima (delibera di Giunta del 5 Gennaio 2010) stabilisce che le famiglie con reddito ISEE inferiore a 5320€ annui debbano pagare 0.50€ per ciascun pasto per l’anno 2010, e 1.00€ per il 2011. È la prima volta che le famiglie in questa fascia di reddito devono pagare i pasti mensa dei bambini: infatti sino ad ora erano esentate dal pagamento. Questi aumenti, a regime, faranno sì che le famiglie più povere spenderanno 160€ annui in più. La maggioranza ha sostenuto che l’introduzione di una tariffa per tutte le famiglie, seppur minima, ha lo scopo di responsabilizzare gli utenti delle mense scolastiche. Noi del gruppo PD abbiamo contestato con vigore questa decisione, perché riteniamo che le famiglie più bisognose vadano aiutate, e non vada sottratto loro del denaro che può essere vitale per la sopravvivenza. Inoltre, l’argomento sostenuto dal Sindaco secondo cui “vi sono troppe famiglie che sinora hanno usufruito dell’esenzione totale” è fuorviante. Se si ritiene che vi siano famiglie che dichiarano il falso per rientrare nella fascia di esenzione, occorre mettere in atto i doverosi controlli sulle dichiarazioni di reddito presentate dalle famiglie.
La seconda decisione è stata quella di introdurre un nuovo balzello di 5€ nella forma di contributo annuale di iscrizione alla refezione scolastica per ciascun bambino. Questo provvedimento è del tutto inutile perché consente di incassare la modesta cifra di 20mila €/anno, a fronte di una spesa complessiva per la refezione scolastica che ammonta a qualche milione di €. L’aggiunta di un nuovo inutile e fastidioso balzello ci pare anacronistico, e crediamo che i cittadini ne risulteranno giustamente infastiditi.
A margine di questo provvedimento, la giunta ha commesso un grave errore procedurale. Infatti, come riportato su nostra segnalazione da “La Provincia Pavese” (LINK - http://servizi1.epavia.it/rs/012010/25-01-2010/provincia-p11-1.pdf), il nuovo balzello è stato annunciato ai genitori dei bambini delle scuole elementari PRIMA che il Consiglio Comunale deliberasse sull’argomento. Si è di fatto assistito ad uno scavalcamento delle prerogative del Consiglio Comunale, per la qual cosa l’Assessore all’Istruzione Faldini si è scusato pubblicamente durante la seduta del Consiglio Comunale, confermando la correttezza di comportamento cui ci ha abituati nei confronti del Consiglio e dell’opposizione.


Piano finanziario per la raccolta dei rifiuti
È stato presentato il piano finanziario a copertura delle nuove azioni per la raccolta dei rifiuti, che prevedono un aumento della quota di raccolta differenziata. Questa iniziativa va intrapresa obbligatoriamente, poiché lo impone una direttiva europea. Ciò che manca nella relazione della Giunta è una chiara e quantitativa definizione degli obbiettivi da raggiungere, e dei tempi entro i quali vanno raggiunti.
Ho presentato in Consiglio Comunale un Ordine del Giorno (LINK - http://guidogiuliani.blogspot.com/2010/01/ordine-del-giorno-per-la-definizione-di.html) che impegna l’ Amministrazione Comunale a:
- definire entro 90 giorni degli indicatori quantitativi quantificabili e misurabili relativi ad alcuni degli obbiettivi descritti nel piano finanziario degli interventi relativi al servizio gestione dei rifiuti urbani (anni 2010 – 2012), indicando anche la scadenza temporale prevista per la loro realizzazione
- pubblicizzare attraverso i mezzi di comunicazione (ivi incluso il sito Internet del Comune) tali indicatori e le scadenze di verifica
- prevedere un momento formale di verifica del raggiungimento degli obbiettivi relativi al servizio gestione dei rifiuti urbani, nell’interesse e nel rispetto dei cittadini che sono i destinatari dei benefici che devono scaturire dall’azione di governo di questa Amministrazione in materia.
La maggioranza ha bocciato a ranghi compatti questa proposta.


Piano Generale di Sviluppo 2009-2014
Il Sindaco ha illustrato il documento (LINK - http://servizi1.epavia.it/cc/scaricaallegatoproposta.php?id=64) che descrive le proposte di azione della Giunta per il prossimo quinquennio. Si tratta di un documento moto generico, in cui si definiscono gli interventi per il miglioramento della città. Il problema di fondo di questo documento sta appunto nella sua genericità, che consente alla Giunta di dichiarare le proprie migliori intenzioni senza che i cittadini abbiano la possibilità di verificare se e quando le promesse del Sindaco si tradurranno in azioni concrete per la città. Per rendere il documento meno generico, e per mettere il “Sindaco del fare” di fronte alle proprie responsabilità e a quelle delle sue promesse elettorali, ho presentato in Consiglio Comunale un Ordine del Giorno (LINK - http://guidogiuliani.blogspot.com/2010/01/ordine-del-giorno-per-la-definizione-di_27.html) che impegna l’ Amministrazione Comunale a:
- definire entro 90 giorni degli indicatori quantitativi quantificabili e misurabili relativi ad alcuni degli obbiettivi e delle azioni descritte nel Piano Generale di Sviluppo 2009-2014, indicando anche il percorso temporale previsto per la loro implementazione/realizzazione
- pubblicizzare attraverso i mezzi di comunicazione (ivi incluso il sito Internet del Comune) tali indicatori
- prevedere un momento formale di verifica del raggiungimento degli obbiettivi, nell’interesse e nel rispetto dei cittadini che sono i destinatari dei benefici che devono scaturire dall’azione di governo di questa Amministrazione.

Il mio scopo era quello di stimolare la Giunta a scegliere alcuni obbiettivi di governo e renderli concreti e misurabili, per consentire ai cittadini di valutare in concreto l’efficienza e la capacità del Sindaco Cattaneo e della sua Giunta.
Nessuna sorpresa all’atto della votazione: la maggioranza si è ancora una volta rifiutata di prendere impegni concreti nei confronti dei cittadini.

Conclusione
La giunta del Sindaco Cattaneo prosegue nello svolgere il compito che sin qui le riesce meglio: fare dichiarazioni di intenti cui non seguono azioni concrete per lo sviluppo a medio e lungo termine della città.

mercoledì 27 gennaio 2010

Ordine del giorno per la definizione di obbiettivi e interventi misurabili relativi al Piano Generale di Sviluppo 2009-2014

Nella seduta del Consiglio Comunale del 25 Gennaio 2010 ho presentato il seguente Odg.
La maggioranza lo ha respinto.


OGGETTO: Ordine del giorno per la definizione di obbiettivi e interventi misurabili relativi al Piano Generale di Sviluppo 2009-2014


Pavia, lì 25/01/2010


IL CONSIGLIO COMUNALE:


- Preso atto della relazione del Sindaco Cattaneo sul Piano Generale di Sviluppo 2009-2014,


- Preso atto del fatto che il Piano Generale di Sviluppo 2009-2014 contiene la definizione di molti obbiettivi senza che siano previsti indicatori quantitativi o quantificabili, che consentano ai cittadini di valutare la capacità di azione della Giunta


IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:


- a definire entro 90 giorni degli indicatori quantitativi quantificabili e misurabili relativi ad alcuni degli obbiettivi e delle azioni descritte nel Piano Generale di Sviluppo 2009-2014, indicando anche il percorso temporale previsto per la loro implementazione/realizzazione


- a pubblicizzare attraverso i mezzi di comunicazione (ivi incluso il sito Internet del Comune) tali indicatori


- a prevedere un momento formale di verifica del raggiungimento degli obbiettivi, nell’interesse e nel rispetto dei cittadini che sono i destinatari dei benefici che devono scaturire dall’azione di governo di questa Amministrazione


F.to
Il Consigliere PD
Guido Giuliani

Ordine del giorno per la definizione di obbiettivi e interventi misurabili relativi al piano finanziario degli interventi relativi al servizio gestion

Nella seduta del Consiglio Comunale del 25 Gennaio 2010 ho presentato il seguente Odg.
La maggioranza lo ha respinto.


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OGGETTO:
Ordine del giorno per la definizione di obbiettivi e interventi misurabili relativi al piano finanziario degli interventi relativi al servizio gestione dei rifiuti urbani (anni 2010 – 2012)
Pavia, lì 25/01/2010


IL CONSIGLIO COMUNALE:
- Preso atto della relazione dell’Assessore Galandra sul piano finanziario degli interventi relativi al servizio gestione dei rifiuti urbani (anni 2010 – 2012),
IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
- a definire entro 90 giorni degli indicatori quantitativi quantificabili e misurabili relativi ad alcuni degli obbiettivi descritti nel piano finanziario degli interventi relativi al servizio gestione dei rifiuti urbani (anni 2010 – 2012), indicando anche la scadenza temporale prevista per la loro realizzazione
- a pubblicizzare attraverso i mezzi di comunicazione (ivi incluso il sito Internet del Comune) tali indicatori e le scadenze di verifica
- a prevedere un momento formale di verifica del raggiungimento degli obbiettivi relativi al servizio gestione dei rifiuti urbani, nell’interesse e nel rispetto dei cittadini che sono i destinatari dei benefici che devono scaturire dall’azione di governo di questa Amministrazione in materia
F.to
Il Consigliere PD
Guido Giuliani

martedì 12 gennaio 2010

cosedipoliticaPAVIA – “Diamo un tetto agli immigrati che lavorano” “Cioè una casa?” “No, una percentuale”

Questa nota l'ha scritta per me Angelo Ciocca, Assessore al Lavoro della Provincia di Pavia, Lega Nord.
Nella forma di una lettera alla Provincia Pavese, che riporto.
Il mio commento lo trovate in fondo.

Martedì 12 Gennaio 2010


PROPOSTA

Stranieri «limitati» nei nostri Comuni


Limite di studenti stranieri nelle classi dei nostri figli: è questo il provvedimento che il ministro Gelmini vuole attuare per far fronte all’aumento, anno dopo anno, di stranieri nelle scuole. Proprio la Lega qualche tempo fa aveva sottolineato la necessità di un distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi a maggioranza di alunni stranieri. Così come è di logico buon senso la proposta leghista di creare «classi ponte» per permettere che gli stranieri apprendano l’italiano prima di entrare nelle classi tradizionali. Se il problema del sovraffollamento di stranieri emerge prepotentemente nella scuola, altrettanto urgente è la situazione nella vita di tutti i giorni, di cui la scuola è fedele specchio. Condomini a prevalenza di immigrati; quartieri dove la presenza di italiani è ormai ridotta al minimo; cantieri in cui gli stranieri costituiscono la percentuale più elevata rispetto ai lavoratori italiani; vie commerciali in cui i negozi più diffusi sono quelli di extracomunitari. Quattro milioni e mezzo sono gli stranieri in Italia, con la presenza più elevata in Lombardia. Se non vorremo che fra poco all’anagrafe vengano iscritti più Tariq e Mohammed che Carlo e Roberta occorre fare qualcosa. La mia proposta è dunque rivolta agli amministratori locali pavesi, ai nostri sindaci, che quotidianamente affrontano il problema dell’immigrazione. Facciamoci promotori presso il governo di una richiesta: mettere un limite nel numero di residenze di immigrati per ogni Comune. Non sia, questa proposta, oggetto di facili strumentalizzazioni, ma sia colta come risposta ad un problema che riguarda noi, italiani, e loro, stranieri. I fatti di Rosarno dei giorni scorsi, di Castel Volturno di poco tempo fa siano da monito. Il sovraffollamento di stranieri danneggia tutti: noi e loro; non permette l’integrazione reale e diventa un problema di sicurezza e sociale. Nei prossimi giorni i sindaci riceveranno una proposta che, se vorranno, potranno sottoscrivere: residenza controllata e più sicurezza per tutti.

Angelo Ciocca, assessore Lega Nord Provincia di Pavia

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Cosa penso ?

Questo:

Ciò che più mi stupisce non è la sgradevole idea razzista dell'Assessore Ciocca che "gli immigrati" siano così diversi da "noi" da ritenerli un problema, un rischio per la civile Italia del terzo millennio.

Mi spaventa l'incapacità dell'Assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione della Provincia in cui vivo di comprendere le elementari regole dei mercati del lavoro e dei sistemi sociali organizzati.

Siamo al paradosso intellettuale. Si vuole fare sparire gli immigrati dalla Lombardia perché ce ne sono troppi!!!
Spero che Ciocca sappia che oltre il 95% degli immigrati in Lombardia sono regolari. Il che vuol dire che hanno un lavoro. Il che vuol dire che queste persone servono come l'aria all'economia della nostra regione
"Residenza controllata e più sicurezza per tutti". Immagino che significhi portare gli immigrati in cantiere su un bus con la scorta e le inferriate ai finestrini. E riportarli nei loro Comuni di residenza la sera tardi, quando non ci sono gli italiani in giro, ché magari si spaventano. Ovviamente, non più di 10 immigrati per ogni Comune Lombardo, così non si ammassano troppo, e non corriamo il rischio che Tariq e Mohammed giochino insieme in cortile. Un solo Tariq o un solo Mohammed per ogni cortile sono abbastanza. Altrimenti Carlo e Roberta si spaventano.

Ritenevo che Ciocca fosse un politico attento alle esigenze produttive del Nord. Mi sbagliavo. Ciocca non sembra avere la minima idea di come funziona un cantiere, e di come si sceglie e si recluta la manodopera operaia nell'anno 2010.


venerdì 18 dicembre 2009

cosedipoliticaPAVIA – “la debole prova di forza della maggioranza”


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Sottotitolo: il centrodestra pavese adotta la linea dura, e l’assessore Fracassi fa una pessima figura.
Nel Consiglio Comunale del 17 Dicembre 2009 erano in discussione le linee-guida per il Piano di Governo del Territorio (PGT), ossia il sostituto del vecchio Piano Regolatore. Le linee-guida sono descritte in un ampio documento che deve essere approvato dal Consiglio Comunale.
Il metodo della precedente amministrazione di centrosinistra
Durante l’anno 2008 la precedente amministrazione di centrosinistra (sindaco Capitelli) aveva ritenuto opportuno approvare la linee-guida del PGT dopo un dibattito ampio che prevedesse un confronto tra le diverse idee in circolazione nella città, incluse quelle dei consiglieri di opposizione.
Alla discussione delle linee-guida furono dedicata 6 sedute della Commissione Consiliare Territorio, e 4 sedute del Consiglio Comunale, nelle quali vennero discussi circa 80 emendamenti, di cui circa 50 furono accolti.
Quello appena descritto si chiama percorso condiviso.
Il metodo di questa amministrazione di centrodestra
La maggioranza ha impedito che si discutessero le linee-guida in maniera aperta, limitandosi a prevedere soltanto due passaggi in Commissione, ed una sola seduta del Consiglio Comunale, quella di ieri 17 Dicembre 2009.
I Consiglieri del PD hanno con forza richiesto che per lo meno il dibattimento fosse distribuito su due sedute di Consiglio, con votazione finale prevista per Lunedì 21 Dicembre 2009. Ciò avrebbe consentito di discutere alcuni emendamenti proposti dalla minoranza che intendevano essere migliorativi della proposta fatta dall’assessore Fracassi.
C’era molto da discutere: dall’accesso delle auto al centro storico, alla proposta di realizzare un mega-parcheggio sotterraneo in centro, alla gestione delle molte mini-aree verdi della città.
Qual è il motivo del rigido arroccamento della maggioranza?
Io credo che sia dovuto, come dice bene il mio collega Matteo Pezza, al fatto che il centrodestra non attribuisce alcun valore alla condivisione di alcuni importanti passaggi istituzionali con la minoranza. Anzi, sembra quasi preferire la soluzione di forza a tutti i costi. Tanto da fare pensare che l’attuale maggioranza abbia paura che condividere e confrontare serenamente idee e proposte con la minoranza le provochi una perdita di consenso e prestigio politico.
Il mio giudizio è che al centrodestra pavese manca una chiara e forte leadership, e soprattutto manca la capacità di intendere la politica come strumento per ottenere il bene di tutta la città, anziché quello dei politici attualmente in cabina di comando.
Rimane un dubbio. Ossia, che la maggioranza avesse così tanta fretta perché nella data di oggi verrà pronunciata la sentenza del TAR sul ricorso che riguarda il metodo con il quale il Sindaco Cattaneo ha attribuito l’incarico per la stesura del PGT all’Università di Pavia. Dal procedimento di gara erano stati esclusi tutti gli attori privati, e l’OICE (associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica) ha presentato il ricorso in discussione oggi.
La debole prova di forza
Nel Consiglio Comunale di ieri, il PD ha nuovamente chiesto che la discussione venisse distribuita su due sedute, assicurando che la minoranza avrebbe contribuito a portare a termine l’approvazione delle linee-guida del PGT entro la seduta del 21 Dicembre.
La maggioranza ha risposto No.
Allora, noi consiglieri del PD abbiamo depositato le nostre proposte di emendamento al documento in discussione, per un totale di 897 emendamenti.
A mali estremi, estremi rimedi.
Il capogruppo del PDL Bruni ha chiesto 5 minuti di sospensione per riunire la maggioranza e decidere il da farsi. La sospensione è durata un’ora e mezza. Si sono sentite, tra le altre, le voci (alte) di Dante Labate, Luigi Greco, Cristina Niutta.
La maggioranza aveva di fronte tre alternative. 1) Accettare di discutere in modo ampio il documento in due serate, al che i consiglieri del PD avrebbero probabilmente ritirato molti degli emendamenti e discusso solo i più significativi. 2) Accettare la sfida a discutere e votare tutti gli 897 emendamenti. 3) Costringere l’assessore Fracassi a ritirare la delibera sulle linee-guida del PGT.
In 90 minuti, alla fine, hanno deciso per l’opzione 3.
Conseguenze
Risultano tutt’ora vigenti le linee-guida approvate nel 2008 dall’amministrazione Capitelli. Adesso, la maggioranza dovrà presentare e fare approvare entro il 30 Marzo 2010 il vero e finale documento del PGT, che dovrà adattarsi a queste linee-guida.
Questa maggioranza non è stata in grado di fare approvare un documento importante da un Consiglio Comunale in cui detiene una solida maggioranza numerica.
È chiara la debolezza politica di questa “prova di forza”, ed in particolare la debolezza della posizione dell’assessore all’urbanistica Fracassi, responsabile per il PGT.
Per il futuro, mi auguro che la maggioranza comprenda il grande valore politico e fattuale che ha la condivisione di scelte importati per la nostra città.