giovedì 19 gennaio 2012

Naufragio da italiani


[nota pubblicata su Facebook in data 19 gennaio 2012]
https://www.facebook.com/notes/guido-giuliani/naufragio-da-italiani/10150478934833639

Foto: Waiting to be stripped, di Hugo!

La tragedia della nave Costa Concordia affondata di fronte all'isola del Giglio offre una drammatica chiave di lettura del nostro paese e dei comportamenti di un numero assai grande di italiani. Al di là delle conclusioni delle indagini, risulta chiaro da quanto scrivono su Repubblica i giornalisti Bonini e Mensurati che il comandante Francesco Schettino ha fatto una "bravata": ha cercato di stupire i passeggeri e qualche abitante dell'isola del Giglio con un passaggio radente. Come un ragazzino che fa impennare il motorino, emulando Valentino Rossi. Solo che Schettino ha impennato una nave da centodiecimila tonnellate con quattromila persone a bordo, causando, ad oggi, 11 morti e una ventina di dispersi. Per dire: la massa della Concordia è equivalente a quella di 95000 Fiat Grande Punto, che incolonnate lungo l'Autostrada del Sole formerebbero una lunga coda lunga 381 chilometri, pari alla distanza tra Bologna e Roma. 

Come è potuto accadere che il responsabile della vita di 4000 persone abbia scelto di giocare con quelle vite e con quel po' po' di motorino del valore di 500 milioni di euro, causando il naufragio della nave passeggeri più grande in tutta la storia dell'umanità? La risposta, purtroppo, la troviamo sotto i nostri occhi, nelle nostre esperienze di vita e, come scrive Massimo Gramellini, un po' anche dentro ciascuno di noi. Gli italiani pensano che le regole - sopratutto quelle che riguardano le norme di sicurezza - si possono aggirare, quando non c'è pericolo. E' insieme l'essenza e l'estrema sintesi della "via italiana alla semplificazione delle cose". Tutti gli italiani sono coscienti di vivere in un paese in cui vigono mille regole, novecento delle quali inutili o sciocche. Quindi, si trova sempre una via più diritta e più semplice, ci si costruisce la propria regola ad personam sopra quella formale: si implora perdono per una consegna di documenti in ritardo rispetto alla scadenza, si percorre una via contromano "tanto di qua i vigili non passano mai", si portano menestrelli e ballerine sugli aerei presidenziali "tanto l'aereo il suo viaggio lo deve fare lo stesso e non si spende un euro in più".

Ma la negazione delle regole è inaccettabile quando queste riguardano la sicurezza e l'incolumità delle persone, quando definiscono comportamenti che garantiscono lo svolgimento delle diverse attività in sicurezza. Il pericolo è come una variabile statistica, che a volte diventa immanente e si dispone a creare tragedie, piccole e grandi. L'unico modo per sfuggirvi, è essere più forti e più intelligenti del caso e della fatalità: ossia rispettare tutte le regole di sicurezza. Ma molti italiani, assai stupidamente, si pongono al di sopra del fato e dell'imprevedibile, e ostentano quasi con orgoglio il non indossare le cinture di sicurezza in automobile (e mai sui sedili posteriori: "ma sono obbligatorie?"), il lasciare i bambini scorrazzare liberi per l'auto invece di legarli ai seggiolini, il violare sistematicamente le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro "perché impicciano e rallentano".

Sfiorare un'isola circondata da scogli con una nave lunga 290 metri rientra tra quelle violazioni di regole che "si possono fare, tanto non succede niente". E invece no, perché per 1000 fortunati passaggi radenti ce n'è uno che ti affonda la nave. Mentre faccio fatica a immaginare un comandante tedesco o americano che consenta una modifica di rotta per portare un saluto collettivo a una ridente isoletta, mi sorprenderei se, richiesto a gran voce dai passeggeri, un abbronzato comandante italiano negasse una gioiosa deviazione in acque basse. 

E' poi tristemente tutta italiana anche l'evacuazione tardiva della nave, con stolta negazione dell'evidenza: come quando si sottovaluta un sintomo clinico  sperando che "non sia niente di grave". O quando si telefona alla Questura per ordinare la liberazione della  nipote di un politico internazionale, nella speranza di non fare uscire allo scoperto un verminaio di illiceità morali e penali. Addirittura, il comandante Schettino pare abbia detto che sì, c'era una falla da cui entrava un sacco d'acqua, ma si poteva stare tranquilli perché si stava adoperando per inclinare la nave dal lato opposto, facendo emergere la falla fuori dal pelo dell'acqua. Un po' come quando, scoperchiato il verminaio di cui sopra, si cerca di declassarlo a un serie di cene eleganti. 

Di tanti aspetti negativi del nostro paese, sarei felice di vedere risolto almeno il devastante disprezzo delle regole di sicurezza che tutelano l'incolumità e la salute degli italiani meglio dei vigili di quartiere e di un servizio sanitario di eccellenza.  

venerdì 9 dicembre 2011

PAVIA – BENEMERENZE di SAN SIRO 2011


[nota pubblicata su Facebook in data 9 dicembre 2011]
https://www.facebook.com/notes/guido-giuliani/cosedipoliticapavia-benemerenze-di-san-siro-2011/10150402064043639

Io non sono un appassionato di benemerenze. Nemmeno di quelle di San Siro, che la mia città attribuisce annualmente in occorrenza della festa del santo patrono (tra l'altro, ottima la scelta di Milano e Pavia di scegliersi dei Santi la cui ricorrenza è contigua alla festività dell'8 dicembre...). Ciononostante, in qualità di consigliere comunale ho votato a favore della delibera del consiglio del 5 dicembre, che ha determinato l'attribuzione delle benemerenze 2011.

Ho votato a favore della delibera per rispetto nei confronti della città: non ritengo opportuno che la politica si mostri divisa al momento del voto e delle scelte persino su questioni il cui contenuto politico è assai limitato.

Nella giornata di oggi, assisterò per la prima volta alla consegna delle benemerenze. Lo farò in parte per curiosità, e anche per rendere omaggio alla memoria dell'indimenticato professore Vittorio Grevi.

Sul merito delle scelte delle persone cui attribuire le benemerenze e del metodo utilizzato dalla maggioranza di centrodestra, ho però qualche riserva.

Il metodo.
Il regolamento per le civiche benemerenze approvato lo scorso anno con proposta e voto della maggioranza di centrodestra non mi piace.
Sono stati istituiti tre premi "maggiori" e cinque premi "minori", e le benemerenze vengono decise dai politici attraverso una delibera del consiglio comunale su proposta del sindaco, sentita la conferenza dei capigruppo.
Il Partito Democratico aveva proposto di attribuire solo tre benemerenze civiche, delegando la scelta ad un comitato a-politico, composto dalle personalità più significative della città nei vari campi del sapere e dei valori civici, religiosi, e di solidarietà.
Questa maggioranza utilizza le benemerenze come una sorta di "strumento" per mantenere il proprio consenso, attribuendo premi a persone che sono vicine alle varie sottocorrenti politiche. Avevo già scritto di questo due anni fa (qui: LE BENEMERENZE LOTTIZZATE). Quest'anno la maggioranza ha avuto più tatto, ma rimane l'amaro in bocca nel vedere utilizzare  in maniera strumentale un istituto che ha valore in sé per la città di Pavia.

Il merito.
Quest'anno le onorificenze vengono attribuite a persone con storie diversissime di contributo civico e morale alla nostra Pavia. 
Personalmente, condivido la delusione delle tantissime persone ed associazioni che hanno sostenuto la candidatura del sindacalista Franco Vanzati, scomparso qualche mese fa, cui il sindaco ha voluto attribuire una benemerenza "minore", a discapito dell'enorme impegno profuso negli anni da Vanzati nel difendere i diritti di centinaia di persone di ogni estrazione sociale.
Si è preferito insignire della massima onorificenza Don Ernesto Maggi, rettore uscente del collegio Borromeo, credo anche per la concomitanza con i 450 anni di storia del collegio. In tutta sincerità, si sarebbe potuto rimandare l'attribuzione dell'onorificenza a Don Maggi all'anno prossimo (e poi: Don Maggi avrà il suo bel contrappasso nel ricevere l'onorificenza nell'aula magna del collegio Ghislieri...). 
Anche, è stata bocciata la candidatura del Cardinale Noè, che aveva una storia di collaborazioni ecclesiatiche ai massimi livelli, ed era stata presentata da numerose firme di cittadini. Anche in questo caso, la mobilitazione dei cittadini non è stata valorizzata, preferendo la soddisfazione qualche piccola consorteria.
Peccato. 
Ma, come ho scritto sopra, non è utile strumentalizzare queste scelte a scopi politici. I pavesi affezionati alle benemerenze di San Siro hanno il diritto di godersele in serenità.

P.S.: in qualità di consigliere comunale non ho presentato alcuna candidatura per le benemerenze di quest'anno. Come cittadino, ho firmato con gli amici del circolo Libertà e Giustizia la proposta di candidatura di Vittorio Grevi.


 Foto di Iaia Ross 

Qui sotto, gli articoli de La Provincia Pavese del 7 Dicembre 2011.

MERCOLEDÌ, 07 DICEMBRE 2011  
Pagina 18 - Cronaca  

San Siro a don Maggi Per Grevi e Bertolotti premio alla memoria  
La maggioranza vota compatta, l’opposizione si spacca
Gli attestati a Vanzati, Longo, Viciani, “Pisy” e suor Dena
       
di Stefano Romano 

PAVIA Il pacchetto dei tre San Siri alla memoria non è passato in consiglio comunale per 6 voti: la maggioranza ha fatto pesare i numeri e dopo quattro ore di discussione a porte chiuse (dalle 10 alle 2 del mattino), il consiglio comunale ha dato il via libera al conferimento delle medaglie d’oro al rettore uscente del collegio Borromeo don Ernesto Maggi e, alla memoria, al ginecologo cattolico Giancarlo Bertolotti scomparso 6 anni fa, il 5 novembre del 2005, e al giurista Vittorio Grevi, scomparso lo scorso 4 dicembre. Le benemerenze verranno consegnate venerdì mattina nel corso della cerimonia che si terrà nell’aula magna del collegio Ghislieri. A Franco Vanzati, sindacalista Cgil per il quale si erano mobilitate 31 associazioni oltre a Cgil, Cisl e Uil, verrà consegnato, alla memoria, uno dei cinque attestati di civica benemerenza collegati ai San Siri. Gli altri attestati sono stati riconosciuti dal Consiglio alla memoria di Giuseppe Longo, ex presidente di Confesercenti, agli artisti Gigi Viciani e Sergio Pisy Maggi, e a suor Dena Grassi delle figlie di Maria Ausiliatrice della casa di Pavia. L’opposizione si è divisa sul voto: hanno approvato il pacchetto proposto dalla maggioranza Vincenzo Vigna, Andrea Albergati, Giuliano Ruffinazzi, Guido Giuliani e Mariella Rognoni. Non hanno votato o si sono astenuti (per i San Siri è uso che nessun consigliere voti contro) Fabio Castagna, Davide Lazzari, Davide Ottini, Francesco Brendolise, Antonio Sacchi, Massimo Depaoli, Paolo Ferloni, Paolo Bottoni , Luigi Boffini, Matteo Pezza e Sergio Maggi. «Sono profondamente grato alla città e ai suoi rappresentanti politici – commenta don Ernesto Maggi la mattina dopo il consiglio comunale che gli ha riconosciuto il San Siro 2011 –. E’ un riconoscimento che arriva dopo anni di lavoro per la città, la scuola, il collegio Borromeo. Sono profondamente grato per l’onorificenza, ma ho fatto solo il mio dovere: il San Siro, quindi, non è solo un premio, ma un impegno a continuare sulla stessa strada». Le altre due onorificenze maggiori sono state riconosciute alla memoria: ha conosciuto Vittorio Grevi e Giancarlo Bertolotti? «Al professor Grevi ero legato da un’amicizia che risale agli anni della giovinezza – risponde don Maggi –. Era una persona profondamente legata alla sua città e all’università. Anzi, all’università della città. Per Vittorio Grevi l’ateneo era un organismo vivo che doveva vivere per la città di Pavia. Ho conosciuto bene anche il dottor Bertolotti: una persona capace e profondamente buona».


MERCOLEDÌ, 07 DICEMBRE 2011  
Pagina 18 - Cronaca  

«Il no a Franco, uno schiaffo alle associazioni»        

«Non aver riconosciuto la benemerenza di San Siro alla memoria di Franco Vanzati (nella foto) significa non aver saputo ascoltare la città»: Gipo Anfossi, a nome delle 31 associazioni che chiedevano la benemerenza per il sindacalista scomparso a giugno, si dice «esterefatto» dalla scelta della maggioranza in consiglio comunale . «Ignorare la candidatura di Vanzati per il San Siro – commenta – è stata una presa di posizione grave. Non hanno ascoltato un coro del quale fanno parte la Caritas e Pax Christi, quindi con l’assenso del vescovo, i sindacati, una miriade di associazioni, e quindi centinaia di persone, che ogni giorno si spendono per aiutare gli ultimi. E’ stata sprecata un’occasione per riconoscere i legami profondi che uniscono, in questa città, laici e cattolici nel nome della solidarietà».

venerdì 25 novembre 2011

La cittadinanza ai figli degli immigrati


[nota pubblicata su Facebook in data 25 novembre 2011]
https://www.facebook.com/notes/guido-giuliani/la-cittadinanza-ai-figli-degli-immigrati/10150375404808639

Una bellissima lettera pubblicata su La Provincia Pavese del 25/11/2011.


Caro direttore,
sono una maestra di lungo corso: ho cominciato a insegnare nei primi anni settanta, quando gli alunni stranieri non esistevano. L’integrazione si riferiva a bimbi provenienti da famiglie culturalmente deprivate e l’immigrazione era ancora quella che proveniva dal nostro sud.
Molti anni sono passati e ora le nostre classi fioriscono di colori: i bambini sono variopinti nei visi e nell’abbigliamento. Nascono sempre più spesso in Italia, frequentano le nostre scuole dell’infanzia, parlano un italiano con le inflessioni dialettali dei luoghi in cui vivono, apprezzano la polenta e il risotto, imparano il nostro inno nazionale, tifano per l’Inter o il Milan o la Juve, conoscono la nostra storia e la nostra geografia. E non si percepiscono differenti.
Voglio raccontare a proposito un episodio buffo che mi è capitato. Saggio finale di musica. Molte classi sono riunite in palestra. Mentre aspettiamo il nostro turno, si esibisce una seconda. Una mia alunna di origine africana seduta accanto a me, indica alla vicina la cuginetta che sta cantando. La bimba (una testa fitta di treccioline nere e un sorriso smagliante in un viso color cacao) è inconfondibile. La compagna chiede: – Qual è tua cugina? – Sorrido tra me e penso che ora le dirà che è la bimba di colore. Invece lei: – E’ quella con la tuta rossa!
Le guardo e quasi mi sento a disagio. Nessuna delle due aveva dato importanza al colore della pelle: era semplicemente una bambina tra tutti gli altri bambini.
Ecco perché sono grata al Presidente Napolitano per essersi pronunciato a favore della cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia. Perché questi bambini non sono in nulla diversi rispetto agli altri nati nel nostro paese. Tutt’al più si distinguono per il colore della tuta che indossano. Perché, come ha detto qualcuno: «La diversità è negli occhi di chi guarda».

Maria Teresa Camera 


Pubblicata anche qui

Foto: kids in huddle, di picgirl2012

lunedì 21 novembre 2011

INTERPELLANZA: RECUPERO DELL’EVASIONE FISCALE DA PARTE DEL COMUNE DI PAVIA

Al Sindaco del Comune di Pavia


VISTA:

q         La nuova norma prevista dalla Legge Finanziaria 2011 che stabilisce che, al fine di incentivare la lotta all’evasione fiscale, i ricavi derivanti dall’accertamento di maggiori entrate nei casi in cui la segnalazione del potenziale evasore provenga dal Comune, la quota trasferita al Comune viene aumentata dal 50% al 100%.


SI
CHIEDE:

q         Quante segnalazioni di sospetti casi di evasione fiscale sono stati segnalati da questa Amministrazione all’Agenzia delle Entrate (o uffici equipollenti) nel periodo Luglio 2009 à Novembre 2011.
q         Se questa Amministrazione intende potenziare le azioni di indagine volte alla individuazione di sospetti casi di evasione fiscale, anche al fine di aumentare le entrate del Comune.


Guido Giuliani


Interpellanza: SICUREZZA E FUNZIONALITÀ DELLA ROTATORIA DI PIAZZA DANTE

Al Sindaco del Comune di Pavia

VISTA:

q         La operatività della rotatoria recentemente realizzata in Piazza Dante, e la nuova viabilità che riguarda Piazza Dante, Via Damiano Chiesa, Via Trieste, Via Fabio Filzi e Viale Nazario Sauro.
q         Le segnalazioni di inadeguatezza e scarsa sicurezza della suddetta rotatoria ed annessa viabilità effettuate da numerosi cittadini e riprese anche dalla stampa locale.

SI
CHIEDE:

1.         Se si intende intervenire con urgenza per modificare i percorsi ciclabili nella direzione Via Damiano Chiesa à  Via Trieste à Rotonda dei Longobardi che ad oggi prevedono:
o       Un attraversamento da destra a sinistra della carreggiata a due corsie di Via Damiano Chiesa
o       Un attraversamento sostanzialmente non ciclabile di Via Trieste
Si segnala che la pista ciclabile attualmente sul lato destro di Via Damiano Chiesa è di fatto inutilizzata per evidente impraticabilità, e se ne suggerisce una nuova realizzazione, possibilmente sul lato sinistro della carreggiata
2.         Se si intende intervenire con urgenza per modificare i percorsi ciclabili nella Rotonda dei Longobardi à  Via Trieste à Via Fabio Filzi, che ad oggi prevedono:
o       L’immissione della pista ciclabile sul marciapiede di Via Trieste
o       L’assenza di pista ciclabile lungo Via Trieste, nella quale per la svolta a sinistra in Via Fabio Filzi è previsto l’attraversamento non protetto verso sinistra della carreggiata a due corsie.
3.         Se si intende modificare la forma dello svincolo e la relativa segnaletica per la svolta in Viale Nazario Sauro per il traffico proveniente da Viale Matteotti, nonché eliminare il pericoloso cordolo che delimita la mezzeria della carreggiata
4.         Se si intende rimuovere le "barriere salva pedoni" che ostacolano il percorso dei pedoni che procedono sul marciapiede da viale Damiano Chiesa verso viale Matteotti, costringendo le persone a scendere dal marciapiede invadendo o la pista ciclabile o la sede stradale
5.         Di quantificare il numero di posti per auto in sosta che sono stati eliminati/creati a seguito del nuovo intervento

Guido Giuliani

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Discussione in Consiglio Comunale

Assessore ANTONIO BOBBIO PALLAVICINI
q         Questo problema è stato posto da vari consiglieri non solo di minoranza  -  qualche piccolo passo avanti è stato fatto (sistemazione della segnaletica orizzontale e verticale)  -  qualche miglioramento è stato implementato (abbassamento della siepe; segnaletica orizzontale)  -  rimane per noi una questione aperta su cui lavorare nei primi mesi del 2012
q         La nuova pista ciclabile sul lato sx di Via Damiano Chiesa non eliminerebbe la necessità dell’attraversamento della stessa via  verso il lato destro; la segnaletica orizzontale per questo attraversamento è stata realizzata -  verrà attivato nei primi mesi del 2012 il semaforo a chiamata per l’attraversamento dell’incorcio tra Via Damiano Chiesa e Via Trieste    
q         Riguardo alla paricolosità del cordolo che delimita la carreggiata per la svolta in Viale Nazario Sauro per il traffico proveniente da Viale Matteotti, verrà installata una opportuna segnaletica rifrangente a inizio 2012
q         Le barriere salva-pedoni erano state installate per eliminare la cattiva abitudine degli automobilisti che utilizzavano il passaggio sul marciapiede per effettuare la svolta

Replica, Consigliere GUIDO GIULIANI
q         Ringrazio l’assessore per la risposta, e segnalo che è fondamentale che gli interventi che comportano una modifica della viabilità siano effettuati garantendo la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, e offrano una funzionalità piena e confacente ad una città moderna
q         Probabilmente questo importante intervento avrebbe dovuto essere pianificato e progettato con maggiore cura

Replica, Assessore ANTONIO BOBBIO PALLAVICINI
q         Apprezzo il modo in cui è stato posto il problema  -  questo progetto ha subito un serie di successive ri-definizioni negli anni passati, con diversi passaggi in  consiglio comunale, che hanno definito la ripartizione finale dell’onere dell’intervento tra amministrazione comunale e l’imprenditore  (si tratta infatti, in parte, di opere realizzate a scomputo di oneri di urbanizzazione)



lunedì 26 settembre 2011

Interpellanza: SICUREZZA DEI PEDONI E DEI CICLISTI LUNGO VIALE GIULIETTI

Al Sindaco del Comune di Pavia

PREMESSO CHE:

q         Il tratto di Viale Giulietti che va dal Ponte della Libertà alla nuova rotatoria/incrocio con le strade Canarazzo e Via 25 Aprile viene percorsa da numerosi pedoni e ciclisti che si dirigono verso le sponde del fiume Ticino, i percorsi nautrali del Parco del Ticino, i club sportivi situati lungo le rive del Ticino, i nuovi insediamenti abitativi (zona “ex fabbrica Landini”).
q         Attualmente tale tratto di strada non è dotato di marciapiede, né di pista ciclabile, né di idonee barriere di separazione e protezione di ciclisti e pedoni.
q         La rotatoria all’incrocio tra Viale Giulietti e le strade Canarazzo e Via 25 Aprile non è provvista di strisce pedonali per l’attraversamento dei pedoni e di idonee protezioni per i pedoni

SI
CHIEDE:

q         Se si prevede di realizzare un percorso ciclopedonale protetto e separato dalla sede stradale lungo il tratto sopra menzionato di Viale Giulietti.
q         Di realizzare opportune strisce di attraversamento pedonale in corrispondenza della rotatoria all’incrocio tra Viale Giulietti e le strade Canarazzo e Via 25 Aprile, in assenza della quali l’attraversamento dell’incrocio risulta pericolosissimo.

Guido Giuliani

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Discussione in Consiglio Comunale


RISPOSTA dell’Assessore ai Lavori Pubblici Luigi GRECO:

q         La strada in questione è di competenza provinciale è occorre chiedere alla Provincia di Pavia...
q         In questi giorni si è svolta una riunione Comune-Provincia per la cessione della strada in questione (Via Giulietti più Via Bramante) dalla Provincia al Comune  -  tale cessione è ragionevole in queanto si tratta di strade che insistono sul territorio cittadino  -  Nei prossimi mesi, una volta completata la cessione, intendiamo realizzare un progetto (già esistente) per la realizzazione di una pista ciclabile lungo le Vie Giulietti e Bramante.
q         La segnaletica invece è di competenza comunale  -  tra gli oneri di urbanizzazione dell’area “ex-Landini” è prevista la realizzazione della segnaletica verticale ed orizzontale per gli attraversamenti pedonali in prossimità della rotatoria  -  la realizzazione della rotatoria ha comportato qualche problema (è stata rifatta due volte)  -  provvederemo a fare realizzare quest’ultimo intervento al più presto


venerdì 2 settembre 2011

Sul caso Penati e sul PD


[nota pubblicata su Facebook in data 2 settembre 2011]
https://www.facebook.com/notes/guido-giuliani/cosedipoliticaitalia-sul-caso-penati-e-sul-pd/10150268409203639

Oggi il quotidiano locale "La Provincia Pavese" pubblica una mia lettera sul caso di Filippo Penati.
Qui trovate il testo della lettera, più sotto altre considerazioni.

PAVIA  - Caso Penati i ritardi del Pd

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Filippo Penati non è stata gestita dai vertici del Pd come tanti militanti e simpatizzanti avrebbero voluto.
Il segretario Bersani ha impiegato qualche giorno di troppo ad invitare Penati ad essere giudicato dai giudici, rinunciando alla prescrizione vergognosamente breve prevista dalla legge Cirielli. E' anche mancato un invito netto e immediato a dimettersi dal Consiglio Regionale della Lombardia, assemblea nella quale, oggi, la presenza di Penati non porta alcun beneficio ai cittadini, potendosi ben dire lo stesso - per altri motivi - della sua collega Nicole Minetti.
Il Pd in cui io e tanti militanti crediamo ed abbiamo fiducia è un partito nel quale dirigenti ed amministratori sono al servizio dell'Italia e dei cittadini, e prestano tempo e competenze per rendere più giusta ed efficiente l'amministrazione pubblica. Il Pd deve smettere di alimentare carriere politiche pluri-decennali che giovano ai politici ma non alla società e nemmeno al Pd stesso. Il caso di Penati è esemplare: dopo essere stato sindaco di Sesto San Giovanni e presidente per cinque anni della Provincia di Milano, ha perso le successive elezioni provinciali nel 2009. Era quello il momento di porre termine ad un percorso che non aveva più capacità attrattive. La successiva candidatura di Penati a presidente della Lombardia nel 2010 è stata scialba e spenta, ed ha ottenuto uno scarso consenso tra gli elettori.
Chiedo al Pd di essere più coraggioso, e di fare seguire alle sue idee di sviluppo e giustizia per l'Italia una rigorosa trasparenza interna e una minore sudditanza nei confronti dei suoi "big".

Guido Giuliani
consigliere comunale Pd 
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Su questo argomento, segnalo alcuni interventi significativi e condivisibili:

* l'articolo di Carlo Galli su "La Repubblica" del 30 agosto 2011, http://www.libertaegiustizia.it/2011/08/30/la-cecita-della-sinistra/">qui
* l'articolo di nando Dalla Chiesa su "Il Fatto Quotidiano" del 30 agosto 2011, http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=com_content&task=view&id=1659&Itemid=39">qui
* Il commento di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD dell'1 settembre 2011, http://www.ivanscalfarotto.it/2011/09/01/la-questione-morale-nel-pd/">qui

Altre riflessioni:
  • Non tutti i dirigenti del mio partito pensano che sia opportuno discutere in pubblico questi argomenti. Io credo che la trasparenza della politica debba nascere proprio da qui: non ci possono essere temi dei quali è lecito dibattere solo a porte chiuse, senza farsi ascoltare dai cittadini. Soprattutto se le questioni sono spinose e riguardano la legalità e la scelta della classe dirigente del nostro paese. Soprattutto se un partito politico come il PD si propone per governare il paese con una diversa considerazione e un più alto rispetto dell'etica pubblica e del servizio alla collettività. Se ci sono stati errori e mancata vigilanza, bisogna ammetterlo. Se la classe dirigente non ha come primo obbiettivo quello di favorire l'interesse collettivo invece di quello di pochi, questa classe dirigente va cambiata. 
  • Carriere politiche troppo lunghe non favoriscono il buon governo della cosa pubblica. Tranne che in casi davvero rari di persone eccezionali, l'abitudine alla gestione del  potere politico crea un distacco dalla realtà e dalla normalità della vita di tutti i giorni di milioni di cittadini. Con il rischio che il politico di lungo corso abbia come primo obbiettivo quello di perpetuare la propria vita politica, e come secondo obbiettivo quello di amministrare bene. Io credo allora in queste soluzioni: limitare la durata delle carriere politiche a due mandati (10 anni), favorire il ricambio nei diversi ruoli della politica, assicurarsi che i politici vengano scelti tra coloro che hanno un lavoro e un ruolo nella società e non vivano di sola politica, aprire i ruoi di governo (assessori, ministri) anche a persone che non provengono dall'ambito politico, utilizzare il  metodo delle elezioni primarie per scegliere i candidati. 
  • Per me e molti militanti del PD lombardo la scelta di Penati quale candidato presidente della Regione Lombardia per le lelezioni regionali del 2010 è stata davvero incomprensibile. O meglio, era incomprensibile se l'obbiettivo era cercare di vincere le elezioni, o almeno dare l'idea che il PD aveva un progetto per il Nord. Penati ha svolto il ruolo di candidato in modo superficiale e distratto, senza mettere a punto un programma degno di questo nome (io, per invitare gli elettori al voto non riuscivo a indicare loro il programma di Penati, perché era inesistente; allora segnalavo l'ottima campagna messa a punto da Giuseppe Civati, http://www.civati.it/regionali2010/index.html">qui
). Fu difficile, per me e molti altri militanti del PD, raccogliere voti per quelle elezioni. Io, per spirito di lealtà verso il partito, mi impegnai nella campagna elettorale, ma riscontrai una enorme difficoltà nel rendere credibile la candidatura-Penati.
  • Parimenti incomprensibile è stata la scelta di Bersani di nominare Penati quale capo della propria segreteria politica (ruolo ricoperto sino a qualche mese fa). Perché? Quali erano le qualità di Penati? Che valore aggiunto portava? Boh.
  • Una volta perse le elezioni regionali, Penati si fece nominare dal suo gruppo nell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, per ricoprire il ruolo di vice-presidente del consiglio. Perché il candidato presidente perdente debba assumere quel ruolo non è chiaro. Dovrebbe lasciarlo ad altri colleghi del gruppo consiliare, secondo me. Sorse in troppi il dubbio che Penati fosse interessato all'indennità aggiuntiva che quel ruolo comportava. Anche qui, assoluta mancanza di stile e di senso della misura.

  • In conclusione, a fronte di un delicato caso giudiziario come questo la speranza è che non tutte le accuse che vengono oggi sostenute siano vere.Ma la reale soluzione sta nel scegliere persone al di sopra di ogni sospetto per ogni piccolo e grande ruolo di responsabilità collettiva.